Fa freddo,
è buio, c’è silenzio e mi scappa la pipì. Non so da quanto tempo sono qui, forse un giorno, no molto meno ragiono: se non mi sono ancora fatta la pipì addosso potrebbero essere solo cinque o sei ore. Ecco la pipì scende ora ne avverto il calore sulle cosce e i polpacci. L’ambiente è angusto, posso solo stare in piedi vorrei tanto potermi coricare mi basterebbe poco spazio. Mi sorge spontanea una domanda: “Dio, ti prego se hai deciso che nessuno mi troverà in tempo utile per sopravvivere fa venire una piccola scossa che mi consenta di sdraiarmi in posizione fetale e mi preparerò a morire” Il silenzio è opprimente, quasi irreale e Dio non risponde.
Ricordo
che quando è successo il disastro ero in compagnia di tante persone e immagino che ci saranno dei soccorritori, magari avranno già trovato qualcuno e allora penso che potrebbe succedere anche a me di essere salvata. Parlo a voce alta:”Dio, non voglio morire, non importa se non mi posso sdraiare posso resistere anche così” Ora la mia prima richiesta mi sembra assurda è nata in me la speranza. Ho soltanto 25 anni e tanti progetti non può essere che tutto sia finito, poi penso che forse dovrei gridare perché cosi facendo qualcuno mi potrebbe sentire. Grido fino allo sfinimento ma il silenzio mi soffoca, nessuno mi sente. Mi vengono in mente le parole di Papa Francesco: “Dio è misericordioso” E subito dopo le parole della catechista, che mi ha preparato alla prima comunione: “Dio è onnisciente e onnipotente” ero piccola allora, chiesi cosa volevano dire quelle parole, che vede tutto e può tutto mi fu spiegato. Che potere immenso ha Dio ma penso che la sua misericordia mal si concilia con l’onnipotenza, altrimenti farebbe qualcosa per me. Forse Dio non c’è.