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Elia il gigante che non si ferma mai…

Elia il gigante che non si ferma mai

Poi c’era il povero Elia, già era nato di 55 centimetri e poi aveva questo difetto, ogni volta che camminava cresceva di un millimetro

Poi c’era il povero Elia,
già era nato di 55 centimetri,
un bell’ omaccione,
e poi aveva questo difetto,
ogni volta che camminava lui cresceva di un millimetro,
immaginate voi lo stupore
quando iniziò a muovere i primi passi!

Che ad un certo punto
i genitori cominciarono a preoccuparsi,
“Elia stai un po’ seduto,
fai un disegno!”

Ma lui nulla,
doveva correre tutto il giorno!

Alla prima elementare
arrivava quasi a due metri,
e non si fermava ancora!

E come si fa’ con un bambino così?
Farlo dormire
divenne fin da subito un problema,
il corridoio divenne la stanza di Elia,
per il letto poi fecero delle fiancate mobili,
ma il materasso?
Da un artigiano ne fecero fare
uno da due metri e mezzo,
sperando potesse bastare
almeno per un po’!

Che poi,
sarà sicuramente bello
vedere le cose dall’alto in basso,
ma al povero Elia
cominciarono a venire le vertigini,
guardando quella terra
che tanto si allontanava
dai suoi occhi!

Sai che la tua diversità
la noti solo
quando sei a contatto
con chi è normale,
che poi,
la normalità che noia,
e i primi problemi nacquero
a scuola,
sembrava sbagliasse sempre aula,
sempre troppo grande
per la sua classe!

Per Elia era difficile giocare
con gli altri bambini,
non poteva contare i passi
per calciare una punizione,
perché con i suoi passi
il portiere dove andare
fuori dal campo di gioco,
non poteva rincorrere
i suoi amici,
perché con due passi
li raggiungeva!

Arrivò,
come al solito la genialità dei bambini,
che misero Elia nella squadra
di pallacanestro,
e lo misero fermo
davanti al canestro,
ed ogni palla
che arrivava a Elia,
era un punto,
e la sua squadra vinceva sempre!

E poi i frutti negli alberi,
quelli più in alto,
più maturi e buoni,
che per raggiungerli
rischiavi di stramazzare a terra?
Arrivava Elia,
e li raccoglieva per te!
E più passavano gli anni,
più Elia diventava un problema,
una cura?

Come si può trovare una cura?
Un sortilegio?
Troppo intelligenti
per credere a queste cose!

Elia però un po’ ne soffriva,
tanto che decise di andarsene,
voleva girare il mondo…
Girare il mondo,
prima che gli diventasse
troppo piccolo,
per vedere se trovava
qualcun’altro come lui,
e si può ben dire,
alla sua altezza!


Dario Tessari

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


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