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Nella valle…

Nella valle

Quando non sei molto lontano puoi vedere il cartello, quello che ti indica che il tuo viaggio è finito, anche se non è un cartello che ti dice "sei arrivato" perché già chilometri prima ti senti a casa!

Quando non sei molto lontano puoi vedere il cartello, quello che ti indica che il tuo viaggio è finito, anche se non è un cartello che ti dice “sei arrivato” perché già chilometri prima ti senti a casa!
Come siamo arrivati lì la prima volta?
Fu la nostra guida, “alberghi economici e romantici”, che di quell’albergo mettevano tra le note che, una volta arrivato, avresti potuto incontrare gli gnomi che uscivano dal bosco!
Non me lo potevo perdere!
Mi chiedi se ho visto gli gnomi?
Non ti posso raccontare tutto subito, ma ti posso dire che, dopo tanto tempo, vidi le lucciole, ed era meraviglioso!
Da Bolzano devi salire per una ventina di chilometri verso il lago di Carezza, e lì trovi quel paesino!
Un paese di passaggio, in una valle non troppo conosciuta, ma da dove, una volta che sei arrivato e parcheggiata la macchina davanti al tuo alloggio , sei libero di muoverti tranquillamente a piedi, per sentieri, per piccole strade di campagna, alla ricerca di scorci panoramici, di Masi, di rifugi, dove puoi lasciare i panini nello zaino, per mangiare un buon piatto di tagliatelle ai funghi!

Abbiamo visto parecchi animali

Abbiamo visto parecchi animali durante le nostre passeggiate, selvatici e di fattoria, scoiattoli e caprioli che svanivano al nostro passaggio, cavalli impertinenti e curiosi, che infilavano il muso dentro gli zaini!

Abbiamo visto parecchi animali durante le nostre passeggiate, selvatici e di fattoria, scoiattoli e caprioli che svanivano al nostro passaggio, cavalli impertinenti e curiosi, che infilavano il muso dentro gli zaini!
Ti ricordi nel primo albergo dove siamo stati, come si chiamava il pastore tedesco, Axel?
E si faceva la mezza pensione per risparmiare, tanto a mezzogiorno c’erano i panini; seeee, come facevi a mangiare i panini, se arrivati pieni di fame, incontravi i profumi che uscivano dalle le malghe e dai rifugi?
Nell’ albergo ci fornivano un’ottima colazione, con le loro marmellate, mentre il titolare, purtroppo, era un ottimo chef!
E nella guida, come vi raccontavo, presentavano l’albergo così ben messo all’interno della natura, e così vicino al bosco, che potevi immaginare di poter vedere uscire, da quel bosco gli gnomi, solo che i primi giorni la sera pioveva, e non li vidi!
Ma l’ultima sera, dove comparve inattesa una stupenda stellata…
Eccoli, uno due tre, e non so quanti altri; lì vidi mentre uscivano guardinghi dal bosco e salivano verso l’albergo, girovagando liberi e invisibili, si infilavano in ogni stanza, dove qualcuno aveva lasciato aperto una finestra, divertendosi a combinare marachelle, stupidaggini e scherzi agli ignari ospiti!
E lì giù a divertirsi nascondendo le cose, che poi al risveglio, gli ospiti si incolpavano a vicenda, per essere il solito distratto che perde le cose, e prendevano un capello biondo, da una donna, per lasciarlo nella stanza di chi aveva la moglie bruna, ed immaginate la scena!

Erano dei gran burloni

Erano dei gran burloni che si divertivano a far abbaiare i cani, che prendevano richiami dai padroni per il loro rumore contro il nulla, a versare il loro cibo per la stanza, a rovesciare le ciotole d'acqua!

Erano dei gran burloni che si divertivano a far abbaiare i cani, che prendevano richiami dai padroni per il loro rumore contro il nulla, a versare il loro cibo per la stanza, a rovesciare le ciotole d’acqua!
E nel loro vagare entrarono pure nella mia di stanza! Ma io li vidi! E si accorsero che li potevo vedere, e un po’ rimasero sorpresi, ormai nessuno ha più fantasia…
E non sapendo dove nascondersi, rimasero immobili come statue, che a toccarli lo sembravano pure, ma se stavi attento, ne sentivi il respiro!
Mi sedetti a terra davanti a loro, tranquillo aspettavo…
Videro che non avevo cattive intenzioni, e si misero tranquilli!
Furono poi felici che io li potessi vedere, che mi fosse rimasta un briciolo di fantasia, lo spirito di un bambino, e iniziarono a raccontarmi del loro magico mondo, come molte volte avevano fatto con i bambini…

Ma questa sarà un’altra storia!


Dario Tessari

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


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