Menu Chiudi

Scandaglio (2)…

Notte di San Lorenzo

E’ la notte di San Lorenzo, ma di stelle se ne vedono poche. Complice le burrasche degli ultimi giorni che hanno spazzato afa, è una serata in cui si sta bene.
Lorenzo, nel mio dialetto Laurinz.
E c’è un detto: Laurinz, fa perdere i sinz. Cioè fa perdere i sensi.
Il perché Lorenzo faccia perdere i sensi non l’ho capito. Forse ci sarà stato qualcuno particolare del paese con questo nome che ammaliava, stregava…
Eppure nel paese dove sono nata Lorenzo non è un nome comune, anzi abbastanza raro. Ma scandagliando nel mio albero genealogico ho trovato un Lorenzo, che ha avuto solo figlie femmine per cui il suo ramo generazionale si è estinto.
Scandagliando scandagliando nel passato, sono arrivata a metà 1700.
1755 per la precisione: due fratelli. Domenico e Savino.
Lorenzo è figlio di Savino, e ha altri tre fratelli: Michelangelo, Antonio e Filippo.
Domenico, Savino e famiglia abitavano tutti in quella che oggi è una delle strade del centro storico, una zona ora bellissima. Una strada che porta alla piazza principale.
Una piazza dove ora troneggia la statua del poeta latino Orazio, il poeta del “carpe diem”…
E all’epoca si viveva veramente all’insegna del “carpe diem”, del cogliere l’attimo, di cogliere quel momento bello perché la vita era veramente dura.

Rita Floris

E’ la notte di San Lorenzo di stelle se ne vedono poche. Le burrasche degli ultimi giorni hanno spazzato afa, è una serata in cui si sta bene

Torna alla Pagina di Rita Floris

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com