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Paradiso…

Paradiso

Sollevò l’indice,
e si mise a disegnare
qualcosa nell’aria…
Non capivo,
ma era così preso,
che lo lasciai fare…
Ogni tanto aggiungeva
qualche particolare,
e sorrideva soddisfatto…
…e rimasi a fissarlo,
mentre lui beatamente
continuava il suo disegno,
ed era sempre più felice…
Poi smise,
appose quella che sembrava
la sua firma,
e mi chiamo’!
Mi avvicinai,
e lui mi fece segno di guardare…
Mi fece paura dover fingere,
e mentendo dissi
che era molto bravo,
ma lui scusandosi
mi pose le mani sugli occhi,
e mi indicò ancora la sua opera;
fu un’epifania,
mi sembrò,
per la prima volta,
di guardare e vedere veramente…
Scoppiai a piangere!
Aveva disegnato un paradiso,
tutto ciò che avevo sognato,
che avevo vissuto,
persone scomparse,
o solo sfiorate,
e tutta questa luce,
e tutto era movimento,
prospettiva,
e così dolcemente appagante!
Rimasi in estasi,
che mi dimenticai di lui…
E quando mi girai
per manifestare tutta la mia gioia,
lui non c’era più!

Aveva disegnato un paradiso, tutto ciò che avevo sognato


il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


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