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La casa…

La casa

Cercavo l’ingresso in quella strana casa, attirava la mia curiosità, non passavo spesso di lì, solo poche volte, e spesso ero in macchina, mentre la siepe ne oscurava la vista, stavolta a piedi, la notai!
La curiosità mi aveva spinto ad aprire quel cancello di ferro elegantemente lavorato, che trovai solamente accostato, e decisi di entrare in giardino.
Pur non sembrando abitata, la casa era molto curata, l’erba del giardino tagliata, i fiori e gli alberi non lasciati a se stessi, ma seguiti da gentili mani umane.
Il piccolo viottolo portava ad una scala, pochi gradini, la porta d’ingresso si trovava fuori terra!
Come dite voi quando vi sentite attratti da qualcosa?
Io dico che quella cosa mi chiama, come mi chiamava questa casa, e mi invitava ad entrare!

Cercavo l’ingresso in quella strana casa, attirava la mia curiosità, non passavo spesso di lì, solo poche volte, e spesso ero in macchina, mentre la siepe ne oscurava la vista, stavolta a piedi, la notai!
quella strana casa, attirava la mia curiosità

Salgo i pochi gradini, e vedo se la porta è aperta.
Sembra di sì…
La porta sembra aperta o forse non lo è, e scorgo un piccolo cartello con scritto ” da questa porta non si entra”, allora scendo gli scalini e cerco un altro ingresso.
Faccio il giro della casa, che è una delle tante in stile liberty che si trova in paese, ma nulla!
Torno all’ingresso, altri non ne trovo, provo a spingere la porta, ma non riesco ad aprire, provo a tirare, non sembra aprirsi lo stesso, poi penso, e se da questa porta si potesse solo uscire?
Non so perché, ma ho questa idea, mi giro e mi metto di spalle alla porta, allungo la mano, e la porta si apre.
Me ne entro camminando a ritroso, e mi sento dire ” la stavamo aspettando signore, ecco il suo cappotto”, e un maggiordomo spuntato dal nulla mi porge un cappotto, dicendo “spero la serata sia stata di vostro gradimento, signore!”
Mi infilo il cappotto, ubbidendo senza fare commenti!
Faccio per uscire ma la porta non si apre.
Mi giro nuovamente, per aprirla dando la schiena, ma in quel momento ricompare il maggiordomo,” benvenuto signore, la stavamo aspettando, mi passa gentilmente il cappotto?”
Non riesco ad immaginare che espressione ho, la cosa è talmente assurda!
Ubbidendo senza dire nulla, restituisco il cappotto al maggiordomo, mi sento in un gioco ed ho voglia di continuare a giocare, più che altro per vederne la fine.

Mi giro nuovamente, per aprire la porta di casa dando la schiena, ma in quel momento ricompare il maggiordomo,” benvenuto signore, la stavamo aspettando, mi passa gentilmente il cappotto?”

Attendo un attimo che il maggiordomo ritorni, poi lo vedo aprire una porta, e mi fa’ entrare nel salone delle feste, almeno credo!
Al centro del salone un lungo tavolo, mentre sulla destra un piccolo tavolino che sembra essere stato preparato per servire del thè.
“Gradisce del thè signore?”
“Grazie mille!”
Il maggiordomo se ne và, e mentre aspetto il suo ritorno, mi avvicino al tavolino e mi accorgo che tutto è già stato usato!
Poi, improvviso, come improvviso è stato sempre finora, torna il maggiordomo col cappotto; ” spero abbia passato una piacevole serata, arrivederci!”
Credo immaginassi la storia finisse così, non lo so, ma l’improvvisa apparizione del maggiordomo, non fu del tutto una sorpresa, l’unica cosa che mi era oscura era il cappotto, che io non indossavo fin dal principio, e ancora una volta mi feci aiutare a indossarlo.
Rimesso il cappotto esco dalla sala, sperando di riuscire ad andarmene questa volta, anche se la curiosità mi spingerebbe a rimanere!
Mi avvicino alla porta, aspettando che il maggiordomo apra, ma non c’è più, mi volto per cercarlo, e appena mi trovo spalle alla porta, eccolo comparire, come per incanto.
Mi giro verso la porta, aspettando che mi apra, ma nulla, anzi; “ha fatto buon viaggio signore, mi lascia il cappotto, che la accompagno nel salone?”
“Sì, ho fatto un buon viaggio, grazie!”
Ormai credo di conoscere già la trama, immagino mi faccia entrare nel salone, e voglia portarmi ancora del thè, comunque lo seguo, mentre mi apre la porta!
“Prego signore!”
Nel salone ci sono parecchie persone che stanno sistemando la tavola, la stanno spreparando perché sembra aver appena ospitato una cena, e mentre entro un signore di mezza età, elegantemente vestito mi viene incontro, “Buona serata signor Si, spero abbia fatto buon viaggio, mi dispiace solo per il suo contrattempo che le ha impedito di partecipare alla cena, gradisce qualcosa da bere?”

Nel salone della casa ci sono parecchie persone che stanno sistemando la tavola, la stanno spreparando perché sembra aver appena ospitato una cena

Nessuno mi aveva mai chiamato con le iniziali del mio nome, poi sentirmi chiamare Signor Sì mi fece venire da ridere, non fosse per la situazione grottesca che stavo vivendo.
La situazione era intrigante e allo stesso interessante, chissà dove mai ero finito.
“Mi andrebbe qualcosa di forte!”
“Immagino” rispose il padrone di casa, mentre chiama il maggiordomo, ” poi con la brutta avventura che le è capitata, è stato fortunato ad uscirne vivo!”
E quindi, che mai mi era capitato?
Di lì a poco arriva il maggiordomo con dei bicchieri ed una bottiglia di vetro, quella che si vedono sempre nei film, ed io mi preparo a recitare la mia parte!
“Allora Signor Si, come è riuscito ad uscire indenne dall’incidente?”
Avevo avuto un incidente?
E ne ero uscito indenne, o questa era una esperienza pre morte?



Dario Tessari

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


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