Menu Chiudi

Illusioni…

illusioni

Quel giorno ancora non sapevo che sarebbe stato l’ultimo della mia vita tranquilla, ed il primo in cui avrei visto crollare tutte le mie illusioni!
Non mi sono mai spiegato il perché del ” non ti fare molte Illusioni” ; allora perché mi fai certe ” promesse”?

Quel giorno ancora non sapevo che sarebbe stato l’ultimo della mia vita tranquilla, ed il primo in cui avrei visto crollare tutte le mie illusioni!
Strano mi sembrava di essere io il padre, quello con la testa sulle spalle, che rimprovera il figlio scapestrato…

Poi arrivò quella telefonata, le 2,30, chi può chiamare a quest’ora? “Ospedale civile, chiamo per il signor…’ Crollò tutto in quel momento, non era morto, era in condizioni gravissime in rianimazione, a seguito di un incidente…

Avere vent’anni, e finalmente poter scegliere cosa avrei fatto da grande; finalmente mi era arrivato il congedo militare, e potevo scegliere cosa fare di lavoro, in tasca avevo quel diploma in elettronica industriale, a cosa mi sarebbe servito?

Ed erano passati dieci soli giorni da quel bellissimo evento, quando mio fratello, di un anno più giovane, che era militare in licenza in quei giorni, mi accompagnò in comune a ritirare il mio congedo, perché fossi stato militare, io ero il suo Nonno!

E mia madre, che forse sveglia pure lei, raramente dormiva se non eravamo tutti a casa, che ad un tratto mi raggiunge al telefono, e mi chiede”papà?”! E scoppia in un pianto disperato, ed io ” mamma fatti forza ti prego, per ora abbiamo solo te!”

Sai di quella notte mi rimane vivido nella memoria il ricordo di noi quattro, fuori dalla rianimazione; io e te mamma e la signora con sua figlia, e il medico che uscì e disse loro che il marito e padre non ce l’aveva fatta, e a noi che la situazione era drammatica, e bisognava aspettare le prossime ore!

Mio padre riuscì a superare la notte, rimase in prognosi riservata per quaranta giorni…
Il giorno dopo si cominciò a delineare il suo quadro clinico; aveva un polmone perforato da una costola, la rottura della clavicola e il danno più grosso, che si rivelò alla fine irreversibile, si era tagliato i legamenti della mano sinistra, a causa dell’orologio in metallo!

Ospedale civile, chiamo per il signor

Ci fu poi il giorno dopo, anche se non capivo più se era lo stesso giorno allungato all’infinito; praticamente non avevo dormito!
Cominciai a chiedere aiuto e ad avvisare parenti e conoscenti di ciò che era successo, e avvertii anche il socio di mio padre, anche perché uno era più portato per le cose tecniche (lui), e mio padre per quelle amministrative!
Tra l’altro mi trovai subito da affrontare le fatture da fare, era il primo sabato di dicembre!

Conclusione

La vita viene da prima vissuta, e poi raccontata; serve?
Una volta così si apprendevano le cose basilari, non si schiacciava il “boton” per cercare la risposta a tutto, c’era da fare un sacco di lavoro per apprendere, ascoltare i vecchi, ho andare a trovare nei tomi in biblioteca ciò che ci serviva…
Il silenzio della biblioteca è stato sostituito dal silenzio davanti ad uno schermo!

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


Torna alla Pagina di Dario


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com