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Il Mutar delle cose

penna calamaio

Ero una bimba chiusa
in un cantuccio stavo,
i bimbi cattivelli
mi facevono gli occhiacci,
ed io in silenzio
vivevo il mio tormento.

Nell’età dei primi amori
la testa bassa tenevo,
i giovanotti non guardavo,
gli occhi nascondevo.

Fra affanni e dispiaceri,
sono passati gli anni,
solo sporadicamente 
mi sono ricordata
del mio occhietto strabico.

Oggi, che sono vecchierella,
mi sveglio la mattina
guardo con simpatia
riflesso nello specchio
il mio piacevole difetto,
che simpatico… mi fa l’occhietto.

Celeste Travaino

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