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Il vecchio…

Il vecchio

Il vecchio mi fece entrare, mi disse siediti, prese il suo posto sulla sedia davanti a me, e disse ” ti devo parlare!


Mi fece entrare, mi disse siediti, prese il suo posto sulla sedia davanti a me, e disse ” ti devo parlare!”
Poi rimase in silenzio, ma ero ormai abituato alle sue pause, non aveva più l’urgenza di dire troppe cose, ma solo cose meditate…
Viveva solo, non so se da sempre, non ne abbiamo mai parlato, ma aveva una sua eleganza nel vestire, che ti veniva da pensare che un giorno, magari in un tempo lontano, una donna ci fosse stata nella sua vita!
Raramente lo trovai senza giacca!
Lo guardavo mentre se ne stava immobile e pensoso davanti a me, guardavo i segni del tempo nel suo viso, quei bianchi capelli, che stranamente coprivano ancora il suo capo, e provavo a immaginarlo giovane!
Poi: ” vedi figlio mio, la vita è strana e riserva sorprese che, a seconda dell’età, possono essere piacevoli, o devastanti!”
“Posso parlarti con franchezza, da uomo a uomo?”
Rimasi perplesso a queste parole, ma risposi di sì, e iniziò il suo racconto!
” Ho chiesto a tua madre di farti venire qui, perché in paese ci sono sempre state dicerie su ciò che ci può essere stato tra noi due, molti anni fa’ lei veniva a casa mia a sistemarla, perché io, troppo occupato col mio lavoro, non avevo tempo!”
“Ci fu un momento in cui tuo padre la trattava male, e io la vidi triste, e piangere pensando di non essere triste, cercai di consolarla…
Troppo fragili entrambi…
Poi i tuoi genitori si riappacificarono, e dopo nove mesi sei arrivato tu!”
Non capivo dove voleva arrivare, perché mi raccontava questa storia!
Mio padre era mancato da pochi anni, e non capivo perché doveva infangarne così la memoria!
Avevo il cuore in subbuglio ed una rabbia che mi stava montando dentro, ma lo lasciai continuare, solo per il rispetto che portavo per lui!
” Ora figlio caro, ho una richiesta da farti, e sarà una scelta difficile la tua!”
” Io ormai penso di essere alla fine dei miei giorni, e vorrei andarmene lasciando i miei averi a chi mi è più caro, e chi potrebbe essermi più caro di un figlio?”
” Potresti fare la prova del DNA, per capire se tu sei figlio mio?”
Mi crollò il mondo addosso, non ci volevo credere, anzi accettai proprio per fare capire al vecchio che si stava sbagliando e che avrebbe dovuto rimangiarsi quelle parole…
Mentre ora mi trovo, a quarant’anni, ad avere un nuovo padre, a sapere la storia triste di mia madre, ma ricchissimo…



Dario Tessari

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


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