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Autunno..

Autunno

Poi prese, se ne andò in montagna, sapeva che non gli restava molto tempo, e voleva fare come la sua gatta, trovarsi un posto tranquillo per lasciare questo mondo in solitudine...

Poi prese, se ne andò in montagna, sapeva che non gli restava molto tempo, e voleva fare come la sua gatta, trovarsi un posto tranquillo per lasciare questo mondo in solitudine…
Felice perché era d’autunno, e le foglie prendono le tonalità dal giallo, all’arancione, al rosso…
Rosso, come è rosso il sangue, il suo sangue malato!
Era molto presto quando arrivò lassù, pure c’era già qualcuno in giro, cacciatori o fungaioli chissà, ma lui aveva un luogo segreto dove andare, e le prime luci del mattino rendevano più facile e sicuro il suo cammino!
Raggiunto che ebbe il luogo che aveva deputato alla sua dimora, si sdraiò sulla terra resa umida dopo la pioggia notturna.
Fu una sensazione strana, freddo nelle ossa, e il tepore di quel pallido sole, poi un leggero venticello e le prime foglie scesero su di lui!
Viste cadere quelle foglie che si posavano così delicatamente sul suo corpo, decise di lasciare fare agli alberi, perché in un primo momento pensava di ricoprirsi da se, ma così era meraviglioso, avrebbe deciso la natura!
Allargò il braccio destro per raggiungere il luogo dove aveva sepolto la sua gatta, a mo’ di ultimo abbraccio, un abbraccio per l’eternità, e si mise in attesa, non sapeva quanto tempo sarebbe servito, e nemmeno si era preoccupato di capire quanto avrebbe potuto resistere senza mangiare ne bere, non era un problema quello!
Si mise a guardare il cielo, era proprio una bella giornata di ottobre, e poi quella luce, chissà che belle foto sarebbero uscite quando qualcuno sarebbe riuscito a trovare il suo cadavere, o ciò che ne rimaneva…
Sperava in una subitanea e duratura neve, tanto da poter rifiorire con i primi caldi di primavera…
Magari un bucaneve!

Sperava in una subitanea e duratura neve, tanto da poter rifiorire con i primi caldi di primavera... 
Magari un bucaneve!



Dario Tessari

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


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