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Lo sciupafemmine…

Lo sciupafemmine (storie d’amori e di dolori)

di suo padre non conservava un gran ricordo, forse le piccole scorribande al mare

Lo sciupafemmine capitò in una festa, senza sapere perché si trovava li.
Non ricordava chi lo aveva invitato, ne perché aveva accettato.
Già fu difficile trovare il posto, era in campagna, e mescolarsi alle persone, senza conoscere nessuno poi.
Mescoliamoci agli altri e lasciamoci andare, quattro passi di un ballo, sai quelli moderni, dove ognuno balla come vuole e da solo, vai con una bevuta, e poi a girare a scoprire l’ambiente.
E lì trovi la tua tipa.
E’ stanca, poverina, si è già scatenata con le danze, ed ora è seduta a riposare.
“Che dici, faresti un massaggino alle mie gambe stanche?”
E gia’ le allunga sulla sedia davanti a sé, mentre la sua gonna sale sopra il ginocchio.
Comincio il mio massaggio, mentre lei mi dice di salire un pò più su…
… ” Così va bene?”…
…” Ancora un pò più su, per favore”.
Poi qualcuno venne a chiamarmi…

Lo sciupafemmine faceva il dj, più che farlo come mestiere, si divertiva a lavorare in radio, più che lavorare, si divertiva a mettere su dischi e a diffondere la sua fede nel rock via etere.
Mettere su dischi portati da casa, perché la sua radio trasmetteva per la maggior parte “lissio”, e per lui non c’erano soldi per acquistare dischi.
Lo sciupafemmine, come tutti gli eroi, aveva il suo fidato scudiero, che l’accompagnava anche in questa avventura, rispondendo al telefono e raccogliendo le richieste che arrivavano.
Non vi dico cosa usciva quando telefonando, i seguaci facevano le richieste in inglese: lo scudiero lo conosceva un pò, ma capire cosa gli veniva detto al telefono e poi chiedere allo sciupafemmine se era tra i dischi in dote, mentre lo sciupafemmine, senza mai aver studiato un’acca di inglese, doveva riuscire a interpretare la richiesta e capire se la poteva esaudire era tutta una commedia, per cui ” abbiamo gli appes?”, che poi erano gli Accept, ” e i menomal”, che erano i Manowar, ma tant’è, ci si divertiva lo stesso.
La cosa bella erano le ragazze che chiamavano, sai i dj fanno sempre la loro porca figura, e poi eravamo tra le prime radio a trasmettere il rock duro dalle nostre parti, e tra le tante ci  fu Donatella che insistette tanto per far conoscere i suoi amici, avevano un gruppo, e facevano metal,  tanto insistette, che lo sciupafemmine alla fine dovette cedere ed andare al concerto.
” Mi raccomando, ti aspetto sabato sera, non vedo l’ora di conoscerti.”
Sabato sera, vestito in borghese, lo sciupafemmine si reca col suo fedele scudiero all’appuntamento.
Non c’è molta gente in giro, il gruppo che sta provando e alcuni supporter.
Seduti su un divanetto ci si guarda attorno cercando Donatella, che ad un tratto compare, o meglio abbordata da due tipi, si svela.
Classica rockettara, tutta vestita di jeans, alla classica domanda: “come ti chiami”, lei risponde ” Donatella”, “Donatella e poi?”, ” Donatella cazzi miei”!…

Lo sciupafemmine, per la serie conosci il nemico, si iscrisse ad un corso di contabilità, un pò per capire cosa voleva dire pagare le tasse, e un pò perché scoprì che a quel corso era l’unico uomo con 19 femmine.
Battutine varie, perché un’uomo circondato da donne deve fare la ruota come un pavone, fino al rischio più grosso, venire beccato a fare troppo il galletto dal maestro.
” Allora tu la in fondo, che fai tanto lo spiritoso, dimmi quando è il caso di usare la ventilazione dell’ IVA”
“Maestro ma d’estate, chiaramente”.
Qualcosa fermo’ la mano del maestro che stava scagliando un tomo contro lo sciupafemmine.
Con il passare delle giornate cominciò a conoscere qualcuna, al punto di che provò a chiedere il numero a Luisa.
Lei per risposta disse che quello era proprio il suo numero, perché di solito non lo dava a nessuno, almeno quello vero.
Allora lo sciupafemmine prese il biglietto con il numero e lo strappò.
” Se vuoi vedermi, ti dico dove mi puoi trovare”.
E lei venne…

Lei era un pò troppo giovane, forse, per lo sciupafemmine, ma il corteggiamento cominciò così, per scherzo.
Battutine, giochetti, qualche complimento, le solite cose fatte per attirare le donne.
Poi cominciò a fare un pò più sul serio, come faceva ogni volta, e si recò da lei con un bel mazzo di fiori.
Continuò così ancora per un pò, e poi lo sciupafemmine si stancò.
E pensare che, venne a sapere poi, lei stava quasi capitolando…

Lo sciupafemmine, alla fine, si faceva chiamare così perché le occasioni con le femmine le riusciva solo a sciupare.
Non è che non fosse interessato a loro, anzi, non è che non ci sapesse fare, anzi, qualcuno una volta disse che poteva essere un playboy, per come riusciva a trattare le donne, solo che era troppo innamorato dell’amore, e cercava sempre il colpo di fulmine.
Non avete idea di quante donne lo cercassero, stavano troppo bene con lui, si sentivano importanti con lui, e lui dava amore a tutte, nella stessa maniera.
Ma nulla di più…
…Che coglione, tante amiche, ma niente sesso, perché questa è la cosa importante, un’altra donna conquistata e un altra tacca da mettere alla propria cintura…
… o no?

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.

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