Partecipanti:
Ezio P., Livio, Paolo, Renzo
Percorso:
Caraglio, Bernezzo, Santuario della Maddalena, ritorno inverso (12 Km)
Questa domenica abbiamo scelto un giro breve, in quanto sia Paolo che Ezio dovevano rincasare entro e non oltre le 11 e 30, causa inviti a pranzo.
Ci siamo ritrovati alle 8 e 30 ed insieme a noi sono giunti anche i primi e timidi fiocchi di neve.
Ezio orgoglioso, mostrava la sua forcella nuova bianca smagliante mentre gli altri serravano a turno il dado dei manubri che presentavano un discreto e fastidioso gioco.
Si punta direttamente verso Bernezzo (per non perdere tempo) percorrendo la strada principale, e giunti al paese ci fermiamo ad una panetteria per comprare alcuni pezzi di “focaccia di ieri” (scoprendo in un secondo tempo che forse la focaccia era ancora più antica…).
Fatto rifornimento d’acqua percorriamo il centro del paese per portarci all’imbocco della salita per il santuario.
Appena giunti, una signora vedendoci in rampichino ci ha chiesto “Andate alla Maddalena?” ed alla nostra risposta affermativa, ha aggiunto un “Bravi” per sottolineare le difficoltà del percorso a lei forse note.
Cominciamo a salire compatti per il ripido sentiero sterrato sin dall’inizio.
La salita era talmente ripida che un paio di volte il primo della fila è slittato costringendo il resto del gruppo ad arrestarsi.
Era comunque un ottimo e valido motivo per fermarsi a riprendere sia fiato che forze.
Da metà percorso in poi il gruppo si è sfaldato, Paolo in testa saliva su spedito, dietro c’era Livio, poi Ezio ed io in coda li vedevo allontanarsi sempre più.
Avevo una gran voglia di raggiungerli, ma le mie gambe facevano finta di non sentire.
Il tragitto era breve ma faticoso, in quanto dopo una ripida salita ed una curva c’era una salita ancora più ripida con un’altra curva e così via. Dopo un penoso arrancare da parte mia, giungo ad un bivio dove i tre stavano aspettando.
Scattiamo alcune foto e prendiamo la strada in piano di destra per raggiungere il santuario.

Ci guardavamo l’un l’altro con un misto di rassegnazione e delusione, la stanchezza era quasi svanita ed avevamo fatto le cose talmente in fretta (al fine di tornare in tempo utile) che alle 9 e 30 eravamo giunti alla meta, e se avessimo iniziato il ritorno saremmo arrivati a casa ancor prima delle 10.
Ci siamo seduti e tranquillamente gustavamo un bel panorama ovattato da una tenue foschia.
Abbiamo proseguito con alcuni ed inutili tentativi per salire sul balconcino, tra la chiesa ed il campanile, utilizzando la corda di Livio lunga 7 metri.
Visti i fallimenti con il balconcino, abbiamo dirottato la nostra attenzione su di un albero, poco distante e più accessibile salendoci sopra.


E così scattando alcune fotografie e divorando la “focaccia di ieri…” si è trascorsa una mezz’oretta spensierata ed allegra, dopodiché abbiamo iniziato il ritorno.
La discesa era ripidissima, meno faticosa rispetto all’andata ma più divertente.
Una piccola variante ci ha fatti sbucare proprio al centro del paese e da li ci siamo diretti verso Caraglio.
Passando davanti alla panetteria ci è venuto spontaneo esprimere qualche apprezzamento poco riguardoso nei confronti della focaccia, con l’intenzione di restituire la parte non consumata.
All’uscita di Bernezzo abbiamo percorso una stradina sterrata, che correva parallela alla strada principale congiungendosi ad essa poco prima del campo sportivo.
A quel punto Ezio, essendo arrivato, ci ha salutato e si è diretto verso casa.
Poco più avanti ci ha salutati anche Paolo, mentre io e Livio siamo tornati a casa.
Erano da poco passate le 10 e 30.
Sono passati solo una trentina d’anni (per qualcuno una trentina di Kg) da quando la Domenica mattina ci si incontrava con le MTB.
Piccole escursioni che venivano annotate su un diario, le copie distribuite ai partecipanti, allora non c’era internet, non c’erano ammortizzatori e come si vede dalle foto non c’erano neanche le macchine digitali,
Tanta voglia di pedalare e di stare insieme…
Fortunatamente una copia del diario è rimasta!!!
Bei ricordi…
Raramente succedeva di aver problemi alla MTB durante l’escursione, più probabile che le manutenzioni venissero effettuate prima della partenza. Al periodo non disponevamo di comodi Kit da portarsi dietro e ci si limitava ad una pinza, due o tre chiavi inglesi e qualche brugola. Di cammino ne è stato fatto e recenti Kit di riparazione contengono in spazi contenuti, oltre ad una ricca dotazione, anche una pompa.