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Escursione 19 novembre 1989

Partecipanti:
Livio A., Marco, Paolo, Renzo
Percorso:
Caraglio, Scaroni, Valgrana, Piatta, (con imbocco al ponte prima di Monterosso), ritorno da Cavaliggi, Bottonasco (37 km)

inizio percorso per Madonna degli Angeli

Questo giro è da considerare un regalo che questa fredda stagione ha voluto farci.
Eravamo già rassegnati a rinunciare in quanto aveva piovuto tutto il giorno di sabato, fino a tarda notte.
Al mattino invece un tiepido sole appariva cercando di riscaldare la gelida aria.
E così si incominciano a vedere arrivare al luogo del solito appuntamento Livio, Paolo (al suo primo giro), Renzo ed infine Marco.
II gruppo era ora al completo, sono circa le ore 9, pronto a partire per il giro della Piatta di Montemale, considerate uno del giri più corti e più facili.
Abbiamo scelto questo percorso perché con noi c’è Paolo, che è alla sua prima esperienza in assoluto con il rampichino, e non vogliamo perdere i nuovi elementi duramente conquistati coinvolgendoli subito nei soliti catastrofici giri.
Si precede tranquillamente, verso Valgrana, passando per il solito sottobosco degli Scaroni.
Ci prodighiamo in suggerimenti e consigli dati a Paolo, riguardanti i cambi da tenere, il ritmo delle pedalate e su come affrontare le salite per scoprire poi in un secondo tempo che non è che ne avesse un gran bisogno, comportandosi veramente in modo egregio.
Continuiamo tranquillamente senza fretta, chiacchierando e scherzando fino al ponte che si trova poco prima di Monterosso, dove ha inizio la parte più impegnativa, la strada ancora asfaltata si inerpica bruscamente, facendoci scendere subito ai rapporti più corti.
Il freddo che avevamo svanisce subito, cominciando a sbuffare e a sudare ci portiamo fino al tornante dove ha inizio la strada sterrata.
Procediamo lentamente fino a quando Livio scorge una pianta di piccole mele, ci ritroviamo tutti con una gran fame (la salita doveva averci svuotato ben bene), quindi dopo un veloce ristoro del tutto naturale ripartiamo compatti verso la vetta.
A quel punto la temperatura era decisamente più fredda ed una fitta nebbia ci impediva di vedere il paesaggio in basso.
Raggiungiamo la vetta non eccessivamente stanchi e ci riposiamo un bel po’ anche per immortalare con la macchina fotografica questa nostra piccola conquista.

A Livio, come al solito, viene la balzana idea di appendere il rampichino ad un palo, forse a simboleggiare le difficoltà dei percorsi da noi intrapresi.
E così, dopo un rapido giro in rampichino attorno alla piccola chiesetta, riprendiamo il cammino di ritorno per la strada asfaltata che verrà lasciata dopo la seconda croce.
Da lì si continua su di un sentiero che velocemente ci conduce ad una piccola frazione dove abita un amico di Marco (che naturalmente non abbiamo trovato).
Subito dopo la casa imbocchiamo un sentiero che ci porta ad una ripidissima discesa con in fondo un ruscello da guadare, si riprende dall’altra parte con una ripida salita per poi immetterci sulla strada sterrata che porta a Cavaliggi attraverso la frazione Cortese.

sentiero per Madonna degli Angeli

Qui Livio ci da una piccola preoccupazione in quanto si butta a capofitto per la discesa seminandoci come al solito.
Noi proseguiamo invece lentamente quando ad un tornante vediamo i segni di una lunga frenata che tagliando la curva si dirige verso la scarpata, la frenata era sicuramente di Livio, proviamo a chiamarlo ma non otteniamo risposta, non dando peso alla cosa proseguiamo, ma di Livio nessuna traccia, ci viene il dubbio che sia veramente caduto nella scarpata, proviamo ancora ad urlare il suo nome e questa volta una voce remota più in basso ci risponde.
Ricomposto il gruppo, scendiamo verso Cavaliggi percorrendo la strada in discesa ora asfaltata.
Si ritorna a Caraglio passando per Bottonasco, si parla delle emozioni provate durante il giro e attenti soprattutto alle impressioni di Paolo per vedere se è sua intenzione continuare a fare ancora parte del gruppo oppure abbandonarci dopo il suo primo ed ultimo giro.
Sotto casa mia ci salutiamo, mancano pochi minuti a mezzogiorno e ci diamo appuntamento per domani sera, infatti, il gruppo del rampichino sta assimilando quasi tutti gli elementi della palestra.

Kit di riparazione bici
fotocamera subacquea Amazon

Sono passati solo una trentina d’anni (per qualcuno una trentina di Kg) da quando la Domenica mattina ci si incontrava con le MTB.
Piccole escursioni che venivano annotate su un diario, le copie distribuite ai partecipanti, allora non c’era internet, non c’erano ammortizzatori e come si vede dalle foto non c’erano neanche le macchine digitali,
Tanta voglia di pedalare e di stare insieme…
Fortunatamente una copia del diario è rimasta!!!
Bei ricordi…


Immortalate alla bell’e meglio situazioni buffe come questa avrebbero avuto una diversa resa se al posto di una (forse) 1,2 Megapixel dell’epoca avessimo avuto una moderna fotocamera digitale o un cellulare di oggi

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