Partecipanti:
Ezio P., Marco, Renzo
Percorso:
Caraglio, Valgrana, Monterosso, S.Pietro, Comboscuro, su fino in vetta e ritorno (37 km)
Giornata mite, si parte da Caraglio alle ore 8 solite, per questo giro che si può definire il “giro degli animali”.
La meta è la vetta sopra S.Lucio di Comboscuro, da stabilire la strada di ritorno perchè è un giro nuovo, quindi la strada non era conosciuta.
Si arriva tranquillamente alla prima frazione sopra S.Pietro di Monterosso, quando un cane si accoda al gruppo e ci accompagna su per la salita, è una mascotte
d’eccezione che avvicinandosi ora all’uno ora all’altro ci offre una preziosa compagnia.
Piano piano si arriva a S.Lucio di Comboscuro, si chiede a qualcuno se la strada che prosegue permette l’attraversamento della vetta per il cambio della valle e ritornare quindi per una strada diversa (avevamo comunque il problema di riportare il cane alla sua casa).
Un cane si accoda al gruppo


Le risposte erano tutte negative, la strada finisce e non è possibile proseguire, tali risposte venivano accettate con una punta di scetticismo, per noi non era possibile rassegnarci così passivamente, decidiamo di proseguire per vedere almeno la fine di questa strada, si fa’ ancora un bel pezzo prima di trovare lo sterrato ed una volta trovatolo proseguiamo fino ad una frazione dove c’era un gruppetto di case, alcune in costruzione.
Chiediamo ad alcune persone, indicazioni sulla strada da seguire, le quali ci dicono che superando un 150 metri di bosco alla fine dei prati, che da lì si intravedevano, avremmo cambiato valle discendendo poi da Frise.
La notizia ci ha riempito di gioia, soprattutto pensando a quelle persone che ci avevano detto che l’attraversamento non era possibile.
Continuiamo per il sentiero che portava ai prati quando ci imbattiamo in una pecora che si era allontanata dal gruppo.
Così la compagnia che al momento era formata da Ezio, Marco, Renzo, un cane e una pecora prosegue il cammino verso un punto dove si sentiva un gran belare,

capitiamo così in mezzo ad un gregge, era una sensazione strana stare in mezzo a tutte quelle pecore che per niente spaventate continuavano a mangiare guardandoci con una certa noncuranza.
Proseguiamo, per fortuna non seguiti dal gregge, raggiungendo i prati e preparandoci a percorrere i fatidici 150 metri naturalmente con il rampichino a spalle.
Raggiungiamo la vetta, il panorama è stupendo, anche se non riusciamo a capire in che zona siamo e non sappiamo dare un nome ai paesini che si intravedono sotto, riusciamo solo a capire che siamo in alto, molto in alto.
Prendiamo il sentiero che troviamo in vetta e che ci porta rapidamente in basso essendo molto scosceso.
La discesa è molto divertente, perchè è un sentiero stretto molto accidentato che passa attraverso stretti passaggi di vegetazione a volte fitta per poi aprirsi in un sottobosco pieno di foglie secche facendoci frusciare in modo fragoroso.
Abbiamo solo un piccolo intoppo in quanto ad un bivio, tra una strada in salita ed una in discesa, decidiamo di prendere quella in discesa, questa volta ci va bene in quanto il sentiero si chiude dopo soli 200 metri circa.
Si risale il sentiero, si ritorna al bivio e si percorre quello in salita, questa volta si imbocca quello giusto, si scende comunque attraverso uno strettissimo sentiero coperto di foglie ed in alcuni punti questo sentiero era veramente ripidissimo oppure a ridosso del pendio.
Morale, ritorniamo a Comboscuro per una strada diversa da quella dell’andata ma senza riuscire a scavalcare la vetta.
Effettuiamo una discesa molto lenta, perché’ non ce la sentivamo di abbandonare il cane, che a quel punto era veramente provato ed in ogni caso noi eravamo avvantaggiati essendo su strada asfaltata abbastanza in discesa.
Giunti lentamente al paese del cane, questo si butta velocemente sotto un ponte dove passa un torrente, non abbiamo capito se era per riposare, farsi un bagno o per nascondersi dal padrone che probabilmente era in pensiero.
Riprendiamo quindi il cammino di ritorno che è sempre veloce essendo la strada praticamente in discesa fino a Caraglio.
E’ stato un giro veramente bello, per il panorama visto in vetta, per i sentieri scoscesi fatti al ritorno ma soprattutto per la gioiosa compagnia del cane.
E’ parere comune che val proprio la pena di rifare questo giro.
Sono passati solo una trentina d’anni (per qualcuno una trentina di Kg) da quando la Domenica mattina ci si incontrava con le MTB.
Piccole escursioni che venivano annotate su un diario, le copie distribuite ai partecipanti, allora non c’era internet, non c’erano ammortizzatori e come si vede dalle foto non c’erano neanche le macchine digitali,
Tanta voglia di pedalare e di stare insieme…
Fortunatamente una copia del diario è rimasta!!!
Bei ricordi…
Le nostre MTB erano ridotte all’osso, Luci Bicicletta LED Ricaricabili USB con Clacson, il solo pensarle sarebbero state FantaBicicletta!!!