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Serena Nascimben

Biografia:

Serena Nascimben ha alle spalle un percorso di vita e di studi che sostiene l’interdisciplinarità della sua ricerca orientata ad approfondire il rapporto uomo-ambiente, con una particolare attenzione per le implicazioni etiche che tale relazione comporta.
Dopo aver ripreso gli studi si è laureata a Bologna nel 2011 (Laurea specialistica in Geografia e Processi Territoriali), discutendo la Tesi dal titolo “Animali e geografie: analisi delle implicazioni teoriche”in Sociologia e Percezione dell’Ambiente e del Territorio. Un argomento pressoché inesplorato dalla geografia italiana di quegli anni e tuttora, qui, non sufficientemente sentito, a differenza di quanto accade in altri paesi.
Si occupa quindi (con un approccio personale, spesso non ascrivibile a correnti di pensiero precostituite) di Animal Study, di ecologia urbana e degli effetti delle nuove tecnologie sul vivere collettivo; interessi che non sono puramente teorici, ma scaturiscono dalle esperienze avute in anni di osservazione su campo questo senso e perciò interiormente vissuti come un doveroso impegno di testimonianza.

Autrice dei libri:

Senza big data
Senza big data

Senza big data

Senza big data si interroga su ciò che si accompagna all’innovazione tecnologica che stiamo vivendo a partire dai discorsi che vengono fatti per promuoverla; discorsi che il più delle volte non aiutano a comprendere quanto accade, mentre più spesso imbrigliano l’immaginario collettivo in sentieri discutibili.  I big data sono il simbolo, oltre che lo strumento, del modo in cui oggi l’uomo si relaziona con il mondo esterno: dai rapporti con i propri simili alle interazioni con gli ambienti naturali…
Gli argomenti che il libro affronta riguardano perciò da vicino ognuno di noi, nessuno escluso. Concernono soprattutto il diritto che ognuno ha di vivere esperienze non mediate da interessi altrui.

SerenaN02
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Spazi specisti

Spazi specisti – Lo specismo visto da un geografo” (uscito nel 2019), affronta in un’ottica interdisciplinare il rapporto dell’uomo con le altre specie, attraverso una riflessione che parte dall’osservazione del territorio.
Il tema è tuttora di grande attualità e pressocché inesplorato dalla geografia italiana. Rilevanti, rispetto all’antispecismo (il movimento filosofico che si oppone all’atteggiamento specista dell’uomo) il considerare non solo gli altri-animali, ma anche le specie vegetali e, rispetto alle geografie, l’appello al superamento dell’antropocentrismo.

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