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La mia storia…

La mia storia

Ti sei mai chiesto perché, molte volte parlo di folletti, di streghe o di altre creature meravigliose?

Ti sei mai chiesto perché, molte volte parlo di folletti, di streghe o di altre creature meravigliose?
Allora, se ancora non ti sei fatto questa domanda, non te lo racconto…
Ah, ti sei un po’ incuriosito?
Allora te la racconto, ma mi raccomando, che non si sappia in giro!
Una volta ero un folletto, e abitavo in un bosco dell’altopiano di Asiago, ma un po’ mi annoiava stare tutto il tempo nascosto, e poi c’erano queste persone, gli umani, che venivano per boschi, e noi ogni volta a nasconderci, che non si doveva avere contatti!
Mentre gli altri abitanti del mio villaggio, si divertivano a combinare malanni, scherzacci cattivi, come far loro smarrire la strada, o aizzare contro qualche animale che ancora popolava i nostri boschi, a chiunque venisse a disturbarci, io ne ero solo curioso!
C’era però tra gli umani anche qualcuno curioso e che ipotizzava la nostra esistenza, la stessa curiosità che provavo io nei loro confronti, qualcuno che era passato ai fatti, e che di quei fantastici abitanti del bosco, voleva verificarne la realtà!
Infatti un giorno ci imbattemmo in un gruppo che nel bosco si stava addentrando con cattive intenzioni…
Erano solo ragazzi per carità, ma visti da noi, sembravano giganti!
Tutti così ardimentosi nella loro ricerca, che fu gran gusto farli scappare a gambe levate!

Capimmo dai loro discorsi

che avrebbero voluto prenderci per poterci esibire in un luogo detto circo, come attrazione, per poter prendere soldi da questa loro incredibile impresa!
Nella precipitosa fuga, lasciarono cadere un libro che, con grande fatica, portammo a casa, e poi cominciammo a sfogliare con l’aiuto di tutti!
Mio Dio che creature spaventose si trovavano in quelle immagini, a malapena le fate era riconoscibili!
Mi incuriosii ancora di più, e con grande preoccupazione da parte di mia madre, cominciai a cercare di conoscere questi umani!
Sfruttando ogni loro disattenzione entravo negli zaini, o nelle tende campeggiate nei dintorni a rubacchiare qualcosa!
Quello diventò il mio scopo, studiare questi umani e capire perché ci vedevano così diversi, da come eravamo in realtà!
Chiedevo informazioni su di loro nel villaggio, e oltre a chi mi raccomandava di starne lontano, mi dissero che noi ci si nutriva, oltre alle bacche e ai frutti di bosco, pure della loro fantasia, che via via gli umani stavano perdendo…
Preoccupato parlai con mia madre, non volevo che noi ci si fosse estinti, ma lei disse che se questo era il nostro destino, così sarebbe stato!
Allora presi una decisione, dovevo salvare i miei simili!
Andai dal capo del villaggio ad esporre il mio piano…
Dissi al capo del villaggio che volevo salvare la vita di noi tutti, e visto che il genere umano mi incuriosiva, e volevo conoscerlo (cosa che ancora oggi non sono riuscito a fare), ero pronto a sacrificarmi per i miei simili e per le creature del bosco!
Ci fu molta titubanza da parte del capo del villaggio, ma alla fine accettò!
Dovetti rinunciare a tutte le mie arti magiche, e giurare che mai e poi mai avrei svelato la mia origine, fui trasformato in bambino, e con l’aiuto degli animali trasportato al villaggio degli umani, e lì abbandonato alla soglia della chiesa!
Da allora racconto le mie storie e cerco di farti viaggiare con la fantasia…
Un bene per te, meglio per il mio villaggio, ma non dirlo in giro che te l’ho raccontato, non ci crederebbe nessuno!

Una volta ero un folletto, e abitavo in un bosco dell'altopiano di Asiago, ma un po' mi annoiava stare tutto il tempo nascosto.

Dario Tessari

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


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