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Scandaglio…

Calda notte di agosto

E’ una notte calda di agosto, di quelle notti che non ti fanno dormire. L’afa è forte.
Accendo il PC, riguardo le ultime ricerche genealogiche familiari. Da mesi ho intrapreso questo percorso, questo studio. Assieme allo studio della ricerca familiare ho associato la ricerca storica.
Riguardo l’atto di nascita della trisnonna, nata il 6 agosto 1853 con a fianco l’attestazione del battesimo avvenuta il giorno dopo. .
Non sapevo nulla di lei, completamente sconosciuta nella mia vita fino ad aprile 2022 quando sono arrivate le tante scoperte.
1853: l’Italia non esisteva ancora e nel tuo luogo di nascita regnavano i Borboni. La miseria faceva da padrona a tutto, e le donne sembravano contare solo per mettere al mondo figli e stare a casa.
Di te scopro che sei una donna sposata giovanissima, come si usava a quel tempo. Matrimonio avvenuto a 18 anni e hai messo al mondo 11 figli, sopravvissuti forse 8. Nel 1892 sei partita per l’America, come tanti italiani poveri di quel periodo. Sei approdata ad Ellis Island con tuo marito e i tuoi figli, tranne una figlia. Vivrai a New York e lì, quartiere Brooklyn terminerà la tua vita nel 1921.
La maggioranza dei tuoi figli sono maschi, solo due femmine. Le due sorelle a un certo punto saranno separate, non abbiamo mai capito il perché e forse non lo sapremo mai. Una verrà con te in America, l’altra resterà al paese e non sappiamo con chi. La bambina rimasta nel paese sarà la mia bisnonna, la madre di mio nonno. E nel 1893 dall’America tu e tuo marito mandate un atto notarile di assenso a un matrimonio di questa figlia con l’uomo che sarà il padre di mio nonno.
La figlia che portasti con te in America, invece sarà la bisnonna di chi mi ha fatto scoprire molte cose di te.
Di te, ho una foto del 1920 mandatami dal cugino di quarto grado (è quarto grado?, questi gradi familiari faccio fatica a riconoscerli). Nella foto sei in America, su un pullman Pennsylvania insieme a tua figlia, tua nipote (sorella di mio nonno) da poco divenuta mamma e con un bambino in braccio. Sei piccola, anziana e stanca. Nella foto mi hanno colpito tantissimo le tue mani. Mani che sembrano aver lavorato talmente tanto, tanto da sembrare essersi distorte dall’artrosi. Sei una donna piccola e in comune abbiamo questo: la statura, anch’io non sono alta.
Ma la foto è bella, l’ho riguardata più volte perché rappresenta tre donne che fanno parte delle mie origini familiari. La più giovane somiglia tantissimo a una mia cugina, che quando l’ha vista ha esclamato: “Sono io, non ci credo! Sono io!”.

Rita Floris

Da mesi ho intrapreso ricerche genealogiche familiari, assieme allo studio della ricerca familiare ho associato la ricerca storica.

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