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Suor Anna…

Suor Anna

Suor Anna conosceva una ragazza di cui era diventata amica, che purtroppo non se la passava molto bene, una situazione famigliare difficile

Suor Anna mi piaceva, era una di quelle suore da battaglia, da mettere al fronte per tenere alto il morale della truppa, una suora molto suora, però allo stesso tempo donna, per dire non usava mai la veste bianca estiva, perché si sa, il nero sfila, lei era dotata di molta ironia!
Mi raccontava della sua vita, e tra le cose che ricordo con più gioia c’è la sua esperienza con la scuola guida!
Insomma andò a fare la scuola guida, e si trovò con tutte le casalinghe che al momento di dover parlare del motore dell’auto, si rivolsero all’istruttore obiettando che al motore ci avrebbero pensato i mariti!
Ma suor Anna intervenne dicendo ”sì però il mio di marito, non scende a darmi una mano col motore!
Con lei vivevamo i gruppi dell’azione cattolica, e i campi scuola, dove doveva farci da mamma e da istitutrice; bastone e carota!

Un anno venne al campo scuola

che non era del suo solito umore gioviale, e mi venne da chiederle cosa c’era che non andava e mi raccontò la storia delle due cose che aveva più care, e che aveva perso!
Portava un anello al dito a ricordo della madre, che era mancata da poco, e che era il motivo della sua tristezza , un unico ricordo che avrebbe potuto tenere sempre con sé, e un piccolo orologio, quelli col quadrante piccolissimo che andavano di moda una volta, che le era stato regalato!
Visto che aveva bisogno di sfogarsi, cominciò a raccontarmi come mai l’aveva al polso.

Suor Anna conosceva una ragazza

Un giorno tutto precipitò, ci provò ancora, e questa volta riuscì a volarsene via lanciandosi da una terrazza!

di cui era diventata amica, che purtroppo non se la passava molto bene, una situazione famigliare difficile, e a causa di ciò, aveva tentato più volte il suicidio!
Voleva bene a suor Anna, e sapeva di poter contare su di lei, quante volte avevano parlato assieme, quanta sofferenza nei loro dialoghi, cosciente che non era una cosa giusta ciò che tentava di fare, e che avrebbe dato un grosso dispiacere a suor Anna, ma non poteva smettere di cercare la morte!
Un giorno tutto precipitò, ci provò ancora, e questa volta riuscì a volarsene via lanciandosi da una terrazza!
Venne chiamata suor Anna perché ne era amica, e anche perché c’era un biglietto per lei!
“Cara Anna, avrei voluto imparare a volare, ci ho provato tante volte, ma forse le mie ali non sono ancora pronte, perché se leggi questo biglietto, vuol dire che ci ho provato ancora, e nemmeno questa volta ci sono riuscita!
Ho passato con te le uniche ore liete della mia vita, ed è per questo che voglio donarti il mio orologio, ogni volta che lo guarderai ti ricorderai di me, perché il tempo vola sai, come avrei voluto fare anch’io!”

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.

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