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L’intervista

Da ieri

intervista di una giornalista sui raccoglitori di pomodori

mi trovo a Rosarno per un servizio giornalistico sui raccoglitori di pomodori. E’ il mio primo incarico fuori sede. Ieri tutto bene: ho visitato le baracche dei braccianti, ho parlato con alcuni di loro, con gli agricoltori, col sindaco e col parroco. Avrei voluto intervistare i caporali ma, non sono riuscita perché tutti hanno svicolato. Questa mattina è successo un fatto imprevisto, l’albergatore che sapeva del mio problema, mi ha detto che un suo amico caporale avrebbe risposto volentieri alle mie domande e mi ha dato il suo numero telefonico. Ho subito telefonato per sapere se ci potevamo vedere al bar della piazza principale e a che ora era disponibile. Al telefono, il primo impatto è stato un po’ sgradevole, mi ha detto: ”ad una bella donna che mi chiede appuntamento non dico mai di no facciamo le ore 10 così abbiamo tutta la giornata” Un po’ perplessa ho risposto: “sarà una cosa breve e non sono una bella donna” Lui prontamente ribatte: “ ho visto la sua carta d’identità e sarei felice di passare la giornata con te” Dal lei e passato sfacciatamente al tu e una voce interiore mi suggerisce di mandarlo al diavolo. Una seconda voce mi consiglia di non fare la difficile e di non raccogliere la provocazione magari mi serve per l’articolo.

Ora sono qua

al tavolino del bar e attendo… eccolo è arrivato è un uomo di piacevole aspetto molto abbronzato subito mi apostrofa:” ciao, belleza hai già ordinato?” Mi sento a disagio e in mio soccorso arriva il barista col caffè che nell’attesa avevo ordinato.
Lui si rivolge al barista:”portami un bianco secco” Io gli chiedo se è soddisfatto del suo lavoro e se sono tanti anni che ha quella attività. “E’ un lavoro che faccio da sempre, lo faceva pure mio padre” Io gli dico che ieri ho parlato con alcuni braccianti e ho fatto un giro nelle loro baracche e mentre parlo mi arrampico sugli specchi per formulare una domanda ma m’interrompe perentorio:” se le baracche le hai già viste ti propongo di venire con me, ti porto al mare e a pranzo in un bel ristorante” Stringo i denti e dico che forse lui non ha mai visto le baracche, un energico pugno sul tavolo, si alza in piedi:”mi hai rotto i … con le tue domande, stai attenta a quello che scrivi perché io ti cambio i connotati” e se ne va con un’imprecazione dialettale che non capisco. Pago la consumazione, il barista mi consola spiegandomi che quel caporale è quasi sempre brillo.

Al ritorno in sede

mi viene in mente che una mia insegnate mi ha detto che un personaggio non è mai tutto positivo o tutto negativo perché altrimenti non è credibile. Sarà come lei dice oppure è colpa mia che non ho sviscerato le domande giuste e non è scaturito il personaggio. Mando un accidenti alle voci interiori era giusta la prima che mi suggeriva di mandarlo al diavolo. Non so perché spesso le voci interiori si sovrappongono.


Celeste Travaino

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