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Escursione 18 marzo 1990

Partecipanti:
Ezio P., Marco L., Renzo
Percorso:
Caraglio, Scaroni, Valgrana, Monterosso, S.Maria, Colletto, Monterosso, Valgrana, Caraglio (26 Km)

escursione MTB al Passo della Cavalla sopra le sorgenti del Maira

Riusciamo finalmente a fare con Marco, il “Giro dell’anziana signora”, che aveva proposto un bel po’ di tempo fa, sempre rimandato a causa di suoi problemi familiari, speriamo in via di risoluzione completa.
Ci ritroviamo alle 8 e 30 di una giornata fredda e grigia che non incoraggiava minimamente a partire.
Nonostante una pioggerellina fine fine, ci siamo diretti svogliatamente ed in silenzio verso Valgrana (dove avevamo deciso di fare rifornimento) passando per il sottocollina degli Scaroni.
Giunti a Valgrana la ricerca di una panetteria con focaccia ha risvegliato un po’ gli animi e la loquacità.


Ci fermiamo alla prima panetteria che incontriamo, entro nel locale ancora buio attendo un bel po’ prima che una signora con molta calma iniziava ad accendere le luci e a sistemare qualcosa sul bancone ancora vuoto, però di focaccia non ne aveva e partiamo quindi alla ricerca di un’altra panetteria.
Troviamo un minimarket, ma anche questo non aveva focaccia in quanto il furgone del pane non era ancora arrivato.
Allora Marco, deciso a tutti i costi a risolvere il problema della focaccia affronta con una punta di aggressività una coppia di signori che stavano uscendo dal minimarket, chiedendo “Una panetteneria?”.
Chiaramente il signore non aveva capito e lo si poteva notare dalla faccia stupita e dal fatto che rimaneva immobile non sapendo cosa dire o cosa fare.
Marco, consapevole della gaffe, cercava inutilmente di farsi capire peggiorando ad ogni tentativo la situazione.
Il signore dopo aver spiaccicato un lievissimo “Non so” agguanta la compagna e si dilegua.
Io ed Ezio rimaniamo lì a ridere con Marco che in un completo stato confusionale mentale cercava ancora, ma inutilmente, di pronunciare la parola “panetteria”.
Decidiamo quindi di andare alla “panetteneria” di Monterosso per fare rifornimento di focaccia e poi tornare indietro per imboccare la stradina secondaria di S.Maria.
Saliamo su lentamente e vediamo con sollievo la soddisfazione di Marco nell’aver risolto, con il nuovo rampichino, i problemi causati dal cambio rumoroso e difettoso che aveva prima.
Saliamo lentamente sostando a volte per riprendere fiato e riposarci un attimo, la temperatura fredda comunque non causava un eccessivo sforzo.
Arrivati su strada sterrata aumentiamo leggermente l’andatura sapendo che tra breve saremmo giunti al punto più alto del nostro giro.
Di fronte alla casa di Margherita (questo è il nome della nonnina che abita lì da sola) svoltiamo in un cortile a sinistra per fare una pausa a casa di un conoscente di Marco.
Ci viene offerto del vino e così chiacchierando un po’ e divorando la focaccia si trascorre una mezz’ora tranquilli.
A causa dell’infittirsi della pioggia decidiamo di fare un ritorno forzato a Caraglio.
Salutiamo il gentile e simpatico conoscente di Marco e ci buttiamo a capofitto per la discesa del Colletto alla volta di Monterosso.
Durante questa discesa ci bagniamo e infanghiamo da testa a piedi e il freddo completa l’opera congelandoci mani, naso e orecchie.
Il ritorno non ha niente di particolare se non il freddo intenso che rendeva difficile anche il pedalare.
Ezio procedeva spedito davanti a noi e a Valgrana lo perdiamo di vista, intuiamo in un secondo tempo la sua deviazione per gli Scaroni.
Io e Marco, invece, puntiamo direttamente verso Caraglio con l’intento di giungere il più brevemente possibile alle rispettive case e buttarsi in una vasca piena d’acqua bollente.

Sono passati solo una trentina d’anni (per qualcuno una trentina di Kg) da quando la Domenica mattina ci si incontrava con le MTB.
Piccole escursioni che venivano annotate su un diario, le copie distribuite ai partecipanti, allora non c’era internet, non c’erano ammortizzatori e come si vede dalle foto non c’erano neanche le macchine digitali,
Tanta voglia di pedalare e di stare insieme…
Fortunatamente una copia del diario è rimasta!!!
Bei ricordi…


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La maggior parte delle escursioni avvenivano in inverno, nonostante questo (chissà quali saranno stati i motivi?) non eravamo mai adeguatamente attrezzati e protetti contro il freddo,
Sarebbe stata sufficiente una maglia più pesante o un paio di guanti, fatto sta che in giornate gelide si tornava sempre intirizziti dal freddo. Altri tempi?


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