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Escursione 29 ottobre 1989

Partecipanti:
Ezio P., Livio A., Marco, Renzo, Roberto
Percorso:
Caraglio, Bernezzo, S.Anna, vetta, discesa per Rittana, Roccasparvera, Vignolo dall’alto, Cervasca, Caraglio (40 km)

A parte qualche piccola variante si è rifatto il giro dell’8 ottobre.
Oggi abbiamo battuto il record di frequenza, cinque persone.
A parte la giornata fredda e nebbiosa ci siamo divertiti veramente un mondo.
Già all’inizio, mentre aspettavamo Marco, che ci avrebbe raggiunto con un piccolo ritardo, ci siamo cimentati in una serie di acrobatici monoruota, con risultati poco incoraggianti per il momento.
Altro momento bello è stato quando siamo andati a comprare le solite brioches per il rifornimento, 10 brioches in tutto ed il negozio invaso, ci è sembrato un acquisto importante.
Dopodiché siamo partiti per Bernezzo tagliando per il pilone che c’è dietro la Vallera.
Questa volta eravamo veramente attrezzati, Livio si era procurato 7 metri di corda, accessorio veramente indispensabile ma in altre occasioni, oggi non ci e servito assolutamente a niente.
Dopo Bernezzo, ci siamo messi in ordine alfabetico (dietro suggerimento di Livio, non mi era mai successo!!) e ci siamo diretti verso S.Anna e dopo rifornimento di acqua abbiamo proseguito imperterriti verso la vetta.
Ad un certo punto ci siamo ritrovati dentro una fitta nebbia e non siamo riusciti a dare una risposta a Livio (che ormai lanciatissimo nelle sue battute domenicali), si chiedeva: “E’ la nebbia che sta scendendo o noi che stiamo salendo?”.

fitta nebbia, ci siamo chiesti "E' la nebbia che sta scendendo o noi che stiamo salendo?".

Ed è con questo dubbio atroce che ansimando ci siamo diretti verso la vetta.
La forma fisica in generale era buona, accompagnata anche da una temperatura fredda, non ne abbiamo risentito molto.
Una volta in vetta, tracciando confusi segni sul terreno cercavamo inutilmente di capire quando avveniva il cambio della valle, ed una volta cambiata come era possibile giungere quasi fino a Borgo.
Dopo un po’ ci abbiamo rinunciato e siamo ripartiti per il sentiero, che a quel punto era in discesa e poco accidentato.
Era bella la sensazione che si provava, scendendo veloci per quella strada come se si attraversasse un tunnel bianco fatto di morbide pareti.
Trovato l’asfalto, dopo una piccola salita, ci siamo fermati per un piccolo ristoro e la foto ricordo (non so se siano venute, le abbiamo scattate con il flash per via della nebbia).

 ristoro nella nebbia

Dopo la sosta ci siamo buttati a capofitto per la discesa, forse un po’ troppo in quanto Ezio ha tagliato una curva ed è caduto, non abbiamo vista la caduta perchè Marco ed io siamo arrivati dopo un po’, abbiamo solo controllato che non avesse niente di rotto a parte qualche infangatura qua e la.
Ancora una volta, dopo il ricompattamento del gruppo a fine discesa, si riparte in direzione di Rittana, questa volta ci fermiamo ad osservare con più calma gli affreschi murali passandoli uno dopo l’altro.
Giunti all’affresco sopra la fontana ci facciamo scattare due foto ricordo con il gruppo al completo.

affresco sopra la fontana

Si riparte per Roccasparvera e dopo l’attraversamento della frana percorriamo le ultime salite che ci porteranno sopra Vignolo.
Il ritorno a differenza dell’altra volta, lo facciamo portandoci verso Bernezzo esattamente al contrario rispetto all’andata.
Notiamo un maggior affiatamento fra gli elementi del gruppo ed un maggior desiderio di incontrarsi nuovamente (avevamo progettato, sia pure per scherzo, di andare fino in Francia, ma sarà stato poi uno scherzo?).
Tra una battuta e l’altra arriviamo fino a casa, ci salutiamo facendo rapidi progetti per i prossimi giri.
Sensazione comune è che nessuno di noi sia eccessivamente stanco, stiamo diventando bravi o la temperatura fredda e l’ideale per questo genere di cose?
Lo scopriremo senz’altro nei prossimi giri.

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Sono passati solo una trentina d’anni (per qualcuno una trentina di Kg) da quando la Domenica mattina ci si incontrava con le MTB.
Piccole escursioni che venivano annotate su un diario, le copie distribuite ai partecipanti, allora non c’era internet, non c’erano ammortizzatori e come si vede dalle foto non c’erano neanche le macchine digitali,
Tanta voglia di pedalare e di stare insieme…
Fortunatamente una copia del diario è rimasta!!!
Bei ricordi…


Certo avrebbero fatto comodo 800 lumen in mezzo a quella nebbia, ma per luci di quel tipo avremmo dovuto aspettare ancora una trentina d’anni!

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