Partecipanti:
Ezio P., Livio A., Renzo
Percorso:
Caraglio, Vallera, Bernezzo, Santuario sopra Bernezzo, salita fino alla fine della strada e cammino inverso (20 km)
Partenza prevista alle ore 8, subito posticipata a causa della valvola della mia bici che si è rotta.
Dopo una rapida sostituzione della camera d’aria ci siamo diretti verso la Vallera, ancora indecisi se andare a S.Matè o al santuario sopra Bernezzo.
Li avevo avvertiti (in tono volutamente scherzoso sulle difficoltà di percorso che avremmo sicuramente incontrato andando al santuario di Bernezzo), non hanno voluto ascoltarmi, così l’allegra compagnia (il buon umore ci ha accompagnato sin dall’inizio, con un Livio in versione domenicale ed un Ezio integrato più’ che mai) si è diretta verso Bernezzo, tappa ormai d’obbligo per rifornimento di viveri e di acqua e poi su verso il santuario.
Lo scoppiato di turno questa volta ero io.

Così tra sforzi pazzeschi per una delle peggiori strade del circondario siamo giunti fino al santuario.
Siamo arrivati e ci siamo praticamente stravaccati nel prato vicino alla chiesa, eravamo troppo tranquilli fino a quando a Livio non è venuta la bellissima idea di fare una foto sul balconcino che univa il tetto della chiesa con il campanile.
Eravamo troppo contenti e galvanizzati per non assecondarlo, così dopo una scalata passando su di un bidone e arrampicandosi su di un finestrotto Livio è arrivato fino al balconcino, uno dopo l’altro abbiamo issato su i rampichini e siamo saliti a nostra volta.
Giù, per pura combinazione, stava passando un tizio con una moto da trial, lo abbiamo fermato chiedendogli se per piacere immortalasse la scena con la macchina fotografica.
Dopo il ristoro riprendiamo il cammino verso la cima, e di cammino si trattava, in quanto la strada era talmente in salita e piena di pietre che non si poteva far altro che camminare spingendo il rampichino.


II cammino fino alla cima è stato veramente lungo e faticoso, ma trascorso in piena allegria perchè era sufficiente una qualsiasi spiritosaggine per farci ridere a crepapelle.
Ricordo che Ezio, ripensando ad una barzelletta raccontata prima si metteva a ridere da solo in modo trascinante ed anche noi, quasi per contagio ridevamo di conseguenza.
Giunti poco prima dell’ultimo paesino (due o forse tre case attaccate) la strada si appianava completamente, abbiamo anche trovato una fontana e ci siamo quindi fermati per il secondo ristoro.
Giunti al fondo della strada l’abbiamo trovata sbarrata da un muro, mentre una deviazione laterale (che abbiamo imboccato) si chiudeva dopo circa 500 metri quindi abbiamo iniziato il ritorno per la stessa strada dell’andata.
Ritornati più’ o meno all’altezza del santuario, abbiamo fatto scorta di castagne e riempito praticamente una mia borsa del rampichino.
Dopo la raccolta di castagne, la ripidissima discesa ci ha subito portati a Bernezzo e quindi ci siamo diretti verso Caraglio.
Io facevo un po’ di fatica perché’ il peso delle castagne raccolte adesso si faceva sentire.
Il giro di per se è stato molto faticoso e forse un po’ deludente, ma la giornata è stata vissuta nella più completa e trascinante allegria.
Si è concluso positivamente anche questo giro domenicale di rampichino.
Sono passati solo una trentina d’anni (per qualcuno una trentina di Kg) da quando la Domenica mattina ci si incontrava con le MTB.
Piccole escursioni che venivano annotate su un diario, le copie distribuite ai partecipanti, allora non c’era internet, non c’erano ammortizzatori e come si vede dalle foto non c’erano neanche le macchine digitali,
Tanta voglia di pedalare e di stare insieme…
Fortunatamente una copia del diario è rimasta!!!
Bei ricordi…
Le rottura di una valvola sarebbe stata risolta in breve tempo con un Kit di riparazione simile a questo, di tempo ne è passato chissà com’era fatto il nostro kit di riparazione?