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Quipercaso, avventura o pazzia…

scelta del nome

confusione sulla scelta del nome

è un caso che il social per la terza età a cui eravamo iscritti sia stato chiuso, sempre per caso che tra gli iscritti fosse presente chi masticava un po’ di informatica ed è ancora per caso che la conoscenza con alcuni iscritti andava oltre il social.
L’avventura o la pazzia è iniziata con un numero ridotto di persone non proprio giovanissime.
Nessun dubbio sul nome di battesimo per il nuovo social, il primo venuto in mente non poteva essere che Quipercaso
Pareri discordi sul nome scelto, a qualcuno è piaciuto subito ad altri meno, “È poco incisivo, ispira insicurezza, la gente che si iscrive ai social non ha tempo da perdere…
La prima parte dell’obiezione poteva far riflettere, la partenza era incerta e casuale, il nome forse incoraggiava poco, sul fatto che le persone non avessero tempo da perdere (ricerche attestano mediamente circa 3-4 ore giornaliere dedicate ai social) faceva un po’ sorridere.
A ripensarci, col senno di poi, non so quanto senso abbia avviare un social con 10/20 persone, certo è che non c’è stato alcun rimpianto o ripensamento sulla scelta fatta.
La crescita di Quipercaso rientrava tra i programmi.

per il nome ci siamo, e adesso?

impacciata nell'uso dello smarthphone

caso vuole che tra gli iscritti c’era chi masticava informatica quel tanto che bastava per avviare, nonostante non l’avesse mai fatto, una struttura minimale dove poter scambiare due parole.
Se qualche incertezza poteva esserci sul nome erano ben chiare, invece, le linee guida sulle quali il social si sarebbe fondato.
Nessuna chat, nessun gruppo, una piccola famiglia virtuale dove ognuno condivide solo quel che si sente, se a qualcuno interessa partecipa altrimenti passa oltre.
Il richiamo al rispetto nelle conversazioni è inutile, cosa abbastanza normale quando ad essere coinvolte sono persone ricche sia d’animo che di primavere.
Le primavere, quella strana e insolita unità di misura che indica, quando sono molte, saggezza e pacatezza e per contro, le stesse primavere, sono quelle che impediscono a molti un rilassato e sereno rapporto con la tecnologia.
È paradossale che tanto sapere risieda in persone che hanno difficolta proprio con gli strumenti necessari per veicolarlo, correndo il serio rischio che venga disperso.
Per questo Quipercaso, e tutti i social che hanno un occhio di riguardo verso la terza età, offrono compagnia (problema sentito e reale) e consigli per un approccio soft con la la tecnologia.
Riguardo alla tecnologia bisogna tener presente che Quipercaso, e social di pari livello, distano anni luce dai loro cugini blasonati e non dispongono delle stesse agevolazioni e facilitazioni, limitazioni che non sono mai state considerate negativamente, anzi.

10/20 persone non sono pochine per un social?

4 gatti

sicuramente, numeri così ridotti fanno pensare più a una family network che a un social network.
Il piccolo social o come lo si vuole chiamare è un’esperienza totalmente diversa, la condivisione è alla base, i Like e i Mi piace non fanno parte del gioco.
Si partecipa per raccontarsi, approfondire, chiedere e soprattutto proporre, se ce ne sono, idee e progetti rimasti nel cassetto, nel piccolo social si è tutti un po’ protagonisti.
Diverte dire, dopo aver frequentato positivamente e costruttivamente Twitter, che i 280 caratteri che si avevano a disposizione su Quipercaso bastano appena per scambiarsi i saluti.

Questa in breve è la storia di Quipercaso, 4 gatti che hanno intenzione di crescere, mettendo i numeri in secondo piano ed estendendo, se possibile, il dialogo tra generazioni diverse.
Per conoscere qualcuno e qualcosa di noi, l’Angolo degli Iscritti è liberamente accessibile senza necessariamente essere iscritti.

Grazie per la tenacia se sei riuscito/a a leggere fino a qui…

R.V.

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