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L'Ubriaco Gentiluomo

L'ubriaco gentiluomo

A sera inoltrata tre adolescenti, annoiati in cerca di avventura, passeggiavano in un giardino pubblico.
Avrebbero fatto qualsiasi cosa per dare un po’ di sapore a quelle lunghe giornate estive in una città semideserta.
L’occasione arrivò vestita da elegante signore completamente ubriaco, cosa c’era di più divertente e meno rischioso del canzonarlo, lui tentò una breve reazione verbale ma una possente spinta, da parte di uno dei tre, lo fece cadere a terra.

Le risate idiote vennero interrotte da una pattuglia di vigili che aveva assistito alla scena.
Lo spintonatore venne preso per un braccio e si sentì dire: “Adesso vieni con noi in centrale”.
Il giovane, pallido e spaventato, rispose: “Ha offeso mio padre” e l’elegante signore, con quel po’ di lucidità che ancora gli rimaneva, confermò.
L’attenzione del vigile si spostò dal giovane, che venne rilasciato, alla persona ubriaca che venne fatta salire in macchina.
Ci fu uno scambio di sguardi, prima che l’auto ripartisse, fra il giovane e l’ubriaco e in quello sguardo il giovane colse una lucidità e benevolenza che lo misero a disagio.
Non si sa che fine fece l’elegante signore ma di certo, quel ragazzo, portò con sé la viva sensazione di quello sguardo carico di bontà che gli impedì di ripetere un simile gesto per il resto della sua vita.


R.V.

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