
Festa patronale in un piccolo paesino di montagna, festoni, bancarelle, macchine agricole, vetture d’epoca, gente allegra e molto altro ancora…
Un bimbo di 4 o 5 anni rivolgendosi al papà:
“Che bello, un pagliaccio, andiamo a vedere”.
In breve tempo si forma un cerchio con una ventina di bambini che cercavano di ripetere gli strani movimenti suggeriti dal clown, la loro spontaneità divertiva il gruppo di persone che assisteva allo spettacolo.
Alla fine degli esercizi i bimbi furono invitati dal clown a ricevere un premio.
Una caramella a tutti e di nuovo a posto per la seconda parte dello spettacolo.
Un piccolo rimprovero da parte del clown, breve e subito dimenticato, diede inizio ad una serie di fastidiose reazioni interiori, “Non si butta la carta in terra…”
Una carta di caramella era a metà via tra il bimbo di 4 o 5 anni e il suo vicino decisamente più grande, il quale prontamente affermava “Non sono stato io”.
Il papà del bimbo con un po’ di malumore guarda sospettoso il figlio, raccoglie il pezzo di carta, lo mette in tasca pensando “Gli è stato detto almeno un milione di volte…”.
La festa continua, dopo il clown le giostre, i giochi in biblioteca e infine a casa per la cena.
Finalmente la giornata finisce, si porta il bimbo a letto, gli si rimboccano le coperte, si appoggia il giacchettino sulla sedia e… non si capisce per quale oscuro motivo le dita del papà si infilano nelle tasche del giacchettino…
Una carta di caramella uguale, per forma e colore, a quella che aveva raccolto era nella tasca del figlio…
In un attimo comprese e mentre il bimbo dormiva due grosse lacrime solcarono il viso del padre.
R.V.