Partecipanti:
Livio, Renzo, Roberto
Percorso:
Caraglio, Valgrana, Monterosso, S.Pietro di Monterosso, Frise, cresta sopra Frise e ritorno inverso (37 km)

Primo giro, la ripresa è dura e si vede già nei primi km su asfalto, pian piano i muscoli delle gambe si sciolgono e proseguendo ci si ferma a Monterosso per far scorta di pizza e brioches.
Si riprende il cammino, ora tutto in salita, fino alla chiesa di Frise dove si fa una tappa perché veramente spossati.
Piccolo ristoro (brioches) e si riparte per la cresta dove naturalmente arriviamo portandoci il rampichino a spalle.
Sulla cresta intravediamo un sentiero, bello in apparenza, lo imbocchiamo con l’intenzione di arrivare a Riosecco.
Dopo un paio di km di bellissimo sottobosco troviamo una vegetazione fitta fitta, il dietro front è d’obbligo.
Decidiamo di fare un secondo ristoro mentre si riparava la mia bici, si era allentato il paracolpi (sarebbe bastato un banale cacciavite) così dopo un po’ siamo riusciti a smontarlo del tutto.
Si riprende il cammino in direzione opposta ma lasciando il sentiero appena fatto perché in salita.
Anche questa volta, dopo un paio di km fatti tutti a piedi spingendo il rampichino, troviamo una fitta vegetazione che ci blocca il cammino, decidiamo a questo punto di proseguire comunque (non potendo fare altrimenti), ci va bene in quanto troviamo un sottobosco percorribile il quale a sua volta si apre in un prato situato a circa 200 metri sotto il sentiero imboccato prima.
Con le ultime forze ci carichiamo il rampichino a spalle e ci riportiamo in cresta.
Inizia quindi il ritorno (è già abbastanza tardi), tra sentierini e strada sterrata ritorniamo sulla strada asfaltata.
In un batter d’occhio si è a Caraglio in quanto la strada è più o meno tutta in discesa.
Fine del primo giro.

Sono passati solo una trentina d’anni (per qualcuno una trentina di Kg) da quando la Domenica mattina ci si incontrava con le MTB.
Piccole escursioni che venivano annotate su un diario, le copie distribuite ai partecipanti, allora non c’era internet, non c’erano ammortizzatori e come si vede dalle foto non c’erano neanche le macchine digitali,
Tanta voglia di pedalare e di stare insieme…
Fortunatamente una copia del diario è rimasta!!!
Bei ricordi…
Un portacellulare per MTB chi l’avrebbe mai immaginato!!!