Partecipanti:
Ezio M., Ezio P., Livio, Marco, Massimo, Paolo, Renzo
Percorso:
Cartignano, S.Damiano Macra, salita per Foresti, Cacciatori Ugo, chiesetta di Foresti e ritorno in discesa per strada sterrata fino a Cartignano (20 Km)
Oggi, rappresenta per noi un giorno particolare, da segnare sugli annali di rampichino.
I motivi sono essenzialmente due: il primo è costituito dal numero record di partecipanti, sette in tutto (ci è stata concessa la gentile partecipazione di Ezio M. e Massimo, due tra i più noti tiratardi di Caraglio).
L’altro motivo è che il nostro giro è iniziato da Cartignano anziché Caraglio, come al solito, avendo a disposizione un capiente furgone, gentilmente offerto dal nostro sponsor ufficiale F.C.P. di Caraglio, che ha ospitato tutti i nostri rampichini.
Ci siamo ritrovati quindi, al solito posto, alle ore 8 ed abbiamo caricato i rampichini sul furgone, mentre gli altri in macchina partivano per fare provviste.

E’ un gesto banale, ma dà una grande soddisfazione entrare in panetteria ed ordinare 14 brioches.
Ci siamo quindi riuniti nella piazza di Cartignano, dove disponendoci in fila indiana, siamo partiti in direzione di S.Damiano Macra.
La giornata era molto fredda, ma la strada asfaltata leggermente in salita ci ha subito riscaldati.
Il cammino era allietato dalle barzellette di Ezio M., decisamente in vena e notevolmente preparato in materia.
Giunti a S.Damiano Macra, svoltiamo a destra, imboccando la strada per Foresti e facendo una prima pausa per togliere le maglie in eccesso.
Da qui si procede su strada asfaltata, discretamente in salita, raggiungendo un paesino dove decidiamo di scattare la prima fotografia.
servizio fotografico

Ed ecco che Ezio M. se ne viene fuori con una macchina fotografica semiprofessionale con tanto di cavalletto telescopico.
Risultato, dopo circa 10 minuti, riesce a montare l’apparato fotografico e siamo pronti per una bella foto di gruppo.
Livio, ironizzando durante la lunga attesa, suggeriva di fare la prima fotografia con i parenti della sposa, poi con quelli dello sposo e così via…
Ripartiamo di nuovo, lasciando ad Ezio l’incombenza dello smontaggio dell’apparecchiatura, infatti, riesce a raggiungerci decisamente più tardi.
La strada, che per un lungo tratto è asfaltata, diventa sterrata all’altezza dell’ultima frazione prima della chiesetta.
II gruppo procede lento e compatto, aspettando a volte quando si hanno problemi di fiato, oppure piccoli inconvenienti alle bici.
Raggiungiamo quindi la fontana prima della chiesetta, ci fermiamo per dissetarci e per ricomporre il gruppo prima del ristoro.
pausa foto
Prima di giungere alla chiesetta, rimaniamo ancora una volta vittime di Ezio che decide di fare un’altra fotografia.
E così dopo esserci allineati in un senso, girati nell’altro, spostati una volta avanti ed una volta indietro, al fine di entrare nel campo visivo della macchina fotografica, non siamo riusciti a capire se l’autoscatto abbia funzionato o meno .
Suppongo che la bassa temperatura abbia minato i delicati meccanismi dell’apparato fotografico.
Ed è a questo punto che Livio si è lanciato in una serie di battute relative al tagliando o all’ultimo cambio d’olio effettuati sulla macchina fotografica.
Si giunge finalmente alla chiesetta con una fame da lupi.
In un attimo terminiamo le scorte di viveri, questi momenti vengono comunque immortalati dalla macchina fotografica di Ezio che in quel momento aveva ripreso a funzionare.
la salita si fa dura
Si riparte in direzione di Roccabruna, percorrendo una serie di salite e discese a ridosso della montagna sovrastata dal Colle della Chiabra.

Raggiungiamo finalmente la strada asfaltata che però non prendiamo, optando per un sentiero sterrato che ci porta a valle in direzione di Cartignano.
Ero l’ultimo della fila, e gustavo dall’alto il bellissimo scenario della strada ricoperta di foglie giallastre e di sei persone, che in bicicletta, scendevano veloci in una serie di continui andirivieni.
La strada sempre sterrata, era all’inizio un piccolo viottolo fiancheggiato da muretti, e si allargava successivamente attraversando ampi prati.
II tutto comunque colorato in vivaci tinte tipicamente autunnali.
Si raggiunge nuovamente la strada asfaltata poco sopra Cartignano, che però Livio disdegna proponendoci due scorciatoie, la prima ripidissima (Massimo si esibisce in una spettacolare caduta), la seconda invece superaccidentata.
Giunti a Cartignano, accettiamo (senza farci pregare molto) l’invito di Livio per un piccolo ristoro a casa sua.
sulla via del ritorno
Concludiamo così, in completa allegria seduti attorno ad un tavolo, tra pasticcini ed aranciata, il nostro primo giro in trasferta.
Riusciremo, prossimamente anche a sapere le impressioni della madre di Livio sulle persone da lui frequentate.
Ricaricati quindi i rampichini sul furgone si fa un rapido ritorno a Caraglio.
Inutile dire che questo è stato veramente un bellissimo giro.

Sono passati solo una trentina d’anni (per qualcuno una trentina di Kg) da quando la Domenica mattina ci si incontrava con le MTB.
Piccole escursioni che venivano annotate su un diario, le copie distribuite ai partecipanti, allora non c’era internet, non c’erano ammortizzatori e come si vede dalle foto non c’erano neanche le macchine digitali,
Tanta voglia di pedalare e di stare insieme…
Fortunatamente una copia del diario è rimasta!!!
Bei ricordi…
Certo ci si divertiva veder montare, per una fotografia, una macchina fotografica con treppiede, un po’ meno il dover aspettare il fotografo nell’operazione di smontaggio e rimessa a posto dell’intero apparato.
I tempi sono cambiati e una manciata di secondi sono più che sufficienti per avere immagini di qualità decisamente superiore.