Visita alla villa e al parco di Villa Villanis

Non passa inosservata quella doppia fila di pioppi che costeggia il viale che si incontra sulla destra, subito dopo la rotonda che da Caraglio porta a Cervasca.
Mai saputo cosa ci fosse alla fine del viale e, a dire il vero, non me lo sono mai chiesto.
Oggi, grazie a Cura Comune (*), che ha organizzato un’uscita alla Villa Villanis, siamo riusciti finalmente a capire e a vedere cosa si nascondeva alla fine di quel viale alberato.
Ci siamo ritrovati davanti alla Chiesa alle 14:30 di mercoledì 23 settembre e poi, chi con mezzi propri e chi con i pulmini messi a disposizione per l’occasione, superata la rotonda e imboccato il viale ci siamo diretti verso la villa.
Arrivati a destinazione, grazie alla disponibilità e competenza di Cecilia, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere in modo dettagliato storia, vita e caratteristiche di Villa Villanis.
È stata un’occasione per scoprire un luogo che molti di noi, pur trovandosi a pochi chilometri da casa, non avevano mai avuto modo di conoscere.
Il parco

La visita è iniziata dal parco, una parte della villa che merita sicuramente di essere raccontata.
Cecilia ci ha spiegato che il parco è stato realizzato secondo i canoni dello stile inglese, nel quale la natura viene lasciata libera di svilupparsi, anche se naturalmente sotto il controllo dell’uomo.
È una concezione diversa da quella dei giardini all’italiana e/o alla francese, dove la bellezza viene ricercata soprattutto nella geometria, nella simmetria e nelle forme ordinate.
Qui, invece, l’impressione è quella di trovarsi in un ambiente nel quale la natura sembra seguire il proprio corso spontaneo, pur essendo attentamente curata.
All’interno del parco si trovano un laghetto e una piccola altura, che durante la visita è stata definita scherzosamente una sorta di “montagnona”.
Le due cose sono in qualche modo legate. La terra che è stata scavata per realizzare il laghetto è stata utilizzata per creare l’altura. In pratica, scavando da una parte si è creato il lago e con la terra ricavata dallo scavo si è formata la “montagnona”.
Anche la posizione della villa non è casuale. La casa è orientata secondo l’asse est-ovest, una scelta che permetteva di sfruttare nel modo migliore la luce e il calore del sole.
Altra particolarità che più colpisce sono i 150 ontani affiancati, una presenza quasi da record che caratterizza il parco e lo rende unico.
Accanto agli ontani si trovano diverse piante secolari, che contribuiscono a dare al parco un aspetto particolare che abbiamo potuto apprezzare durante la visita.
La villa

Dopo il parco siamo entrati nella villa, dove abbiamo potuto visitare il piano rialzato e conoscere meglio la storia di Villa Villanis, probabilmente il piano superiore, quello che contiene la Cappella, è riservato alla famiglia: oggi la villa è infatti abitata dal suo erede e custode.
Varcata la soglia, ci siamo trovati in quello che, secondo quanto ci è stato spiegato, doveva essere un tempo l’ambiente destinato al ballo, a conferma c’è ancora un vecchio pianoforte.
Da lì, stanza dopo stanza, abbiamo potuto osservare mobili e oggetti di un’altra epoca: credenze, divani, tavoli e altri arredi.
Tra gli oggetti che hanno attirato la nostra attenzione anche una particolare sedia chiamata “sedia di Giolitti”. Il motivo di questo nome non mi è rimasto del tutto chiaro, e sarebbe interessante saperne di più.
Poi due grandi librerie, colme di libri antichi, che da sole meriterebbero una visita, dopo vetrinette con servizi di piatti e altri oggetti della casa.
Tra le tante curiosità della villa, una ci ha lasciati un po’ perplessi: la porta che separa una delle sale dalla biblioteca. A metà della porta c’è una piccola anta che si apre verso la biblioteca e, una volta aperta, forma una sorta di piccolo tavolino.
Non abbiamo però capito quale fosse la sua funzione originaria. Un altro piccolo mistero di Villa Villanis.
Più che una semplice visita a stanze e mobili, è sembrato di attraversare una parte della vita quotidiana di chi ci ha abitato: ogni ambiente conserva un mobile, un libro, un oggetto, capace di riportare indietro nel tempo.
Un pomeriggio insieme
La giornata si è conclusa, con un piccolo rito che si ripete ad ogni uscita: la merenda comunitaria.
Queste uscite organizzate da Cura Comune non sono soltanto visite a luoghi interessanti. Sono soprattutto occasioni per stare insieme, incontrare persone, fare quattro chiacchiere e trascorrere qualche ora in compagnia.
Ed è forse proprio questo il valore più importante di queste iniziative: scoprire qualcosa di nuovo e condividerlo con altre persone.
(*) Cura Comune è il progetto del Gruppo di Volontariato Vincenziano di Caraglio, finanziato dalla Fondazione CRC e rivolto agli over/65 di Caraglio e dintorni.