
I social, nella maggior parte dei casi, rosicchiano tempo prezioso alla nostra vita indipendentemente dall’uso che ne viene fatto.
Statistiche aggiornate attestano a circa 2,5 ore dedicate mediamente ogni giorno.
L’avvicinarsi è quasi d’obbligo, i cellulari che acquistiamo sono predisposti all’iscrizione ed uso dei social più diffusi.
I motivi di tanto interesse spaziano dallo svago, alla ricerca di opportunità, diffusione di idee e progetti, rimedio a noia e solitudine.
motivi della frequentazione
A causa di crisi lavorativa la frequentazione dei social era motivata dalla ricerca di opportunità e condivisione di un interessante, almeno per noi, progetto.
Palleggio tra tre social e spallata finale, la creazione di un proprio social.
Presentarsi ad un social con intenzioni diverse dal semplice socializzare è strada in salita, la partecipazione ha di fatto secondi fini.
Persone determinate, in situazioni simili, riescono a costruire la propria nicchia e con essa proseguire verso la metà altre invece, pressate dalle loro intenzioni, vagano qua e là senza mai arrivare ad un dunque.
Percorso iniziato su Facebook attorniato da amici e parenti che, a mio modesto parere, si sarebbero potuti contattare benissimo per telefono.
Positiva la frequentazione di Twitter, social veloce se hai numerose primavere, che ha dato modo di conoscere scrittori e loro libri.
Il via vai tra i Social era motivato dal progetto realizzato, deviata verso altri lidi invece la situazione lavorativa.
La migliore esperienza si è avuta frequentando un social per la 3ª età, ritmi e attenzioni in sintonia con i propri e con quanto si era deciso di condividere.
spallata finale

La spallata finale se hai un progetto a cui tieni, sei informatico e disponi di un minimo d’iniziativa, è quello di creare un proprio social travasando l’esperienza acquisita in precedenza.
Tra i propositi, alcuni ereditati dal social per la 3ª età, massima apertura (dialogo tra generazioni), svago (iniziative realizzate ad hoc), presenza in casi di solitudine.
L’esigenza di uno spazio da dedicare alla creatività (propria e altrui), oltre ai propositi appena citati, hanno suggerito l’idea e il nome: Quipercaso…
Se ritieni di aver percorso un tragitto simile, non è il caso di creare a tua volta un social, siamo ben lieti di accoglierti nel nostro.