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Rita la matita…

Rita la matita

Icio ( Maurizio in italiano), tornava dal campo dove aveva lavorato, e si era attardato troppo, era inverno e aveva indossato il suo lungo mantello

Poi c’era Rita la matita, la matita di Mina la bambina; vuoi che te la racconto?
Mina la bambina, era una bambina molto solare, e dalla sua scatola di colori sceglieva sempre i colori più colorati, mentre Rita la matita era di colore nero, ed aveva un bel daffare per muoversi e provare a uscire dalla scatola, per farsi notare!

Mina la bambina era figlia unica, e un po’ sentiva la mancanza di qualcuno a farle compagnia, pur se la mamma la teneva sempre con se, e quando era in qualche faccenda affaccendata, Mina la bambina se ne stava seduta buona buona in cucina a disegnare!

E nei suoi disegni, Mina la bambina usava sempre le sue matite colorate, a parte Rita la matita, che se ne stava sola e triste, di volta in volta vicino al rosso, o al giallo, o al verde, che Mina la bambina riponeva nella scatola alla rinfusa!

Di solito Mina la bambina disegnava tutto come minimo doppio, magari tre soli, e ognuno di un colore diverso, perché non voleva che il sole fosse solo, o magari quattro lune, perché non voleva la luna fosse sola, e questo a causa della solitudine!

E la povera Rita la matita, vedeva tutti gli altri colori consumarsi, mentre lei era tutta nuova!
Mai poi venne un triste giorno, non per Rita la matita, che quel giorno venne usata, ma per Mina la bambina!
Ma questo Rita la matita ancora non lo sapeva!

Quel fatidico giorno Mina la bambina aveva un’aria molto triste, prese un foglio e i colori, li mise sulla tavola, si sistemò per bene la sedia e prese Rita la matita dall’astuccio, tanto che, lì per lì, Rita la matita ne fu molto contenta!
Ma Mina la bambina con Rita la matita strappava quasi il foglio, che a Rita la matita le venne un gran mal di testa, tanto veniva premuta su quel foglio, mentre Mina la bambina segnava quelle righe…
E Mina la bambina faceva una riga verticale, e poi partendo da sinistra verso destra, una riga orizzontale, formando delle croci, che erano una due tre, mille, e continuò così per più e più giorni, tanto che Rita la matita si consumò come le altre! 

Il mattino dopo Mina la bambina preparò il foglio sul tavolo e prese il suo astuccio di colori, si sedette e cercò Rita la matita, non la trovò, e iniziò a cercarla nella stanza, nulla!
Prese allora il colore azzurro e disegnò…
Mina la bambina, sul suo candido foglio bianco, quel giorno disegnò un’unica grande lacrima!

Dario Tessari

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


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1 commento

  1. Venusia

    Bellissima storia, sulla solitudine. Sia Mina che Rita si sentono sole, Mina per combattere la sua solitudine disegna e Rita cerca in qualche modo di farsi notare.
    E poi hanno entrambe il momento triste e c’è un insegnamento. Il colore scuro usato per la tristezza finisce per essere strumento della tristezza di Mina e non di gioia.
    Rita si spezza per l’uso ma Mina scoprirà la mancanza di quello strumento che l’aveva aiutata a scaricare la sua tristezza e ne soffre disegnando la lacrima

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