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Serena…

Serena

E ogni volta erano immagini nuove, di un mondo non visto, ma solo vissuto, poi sentii un canto, una sirena?

Lascio un attimo
la strada segnata,
come si dice,
una botta di vita,
giù per questo sentiero,
verso…
Verso un orizzonte che,
ancora non si vede,
tra alberi,
tra terra e muretti fatti di sasso,
giù con una nube di polvere
alle spalle…
…e lontano,
prima come appena abbozzato
sulla tela dell’orizzonte,
poi sempre più reale,
il mare!
Un mare come mai avevo visto!
Non c’era nessuno nei dintorni,
e mi prese sta smania,
mi tolsi i vestiti,
e me ne andai,
nudo verso il mare!
Un ritorno al liquido amniotico
fu per me quella esperienza;
una volta entrato mi misi
in posizione fetale e chiusi gli occhi,
così mi lasciai andare,
fino a che non finii tutta l’aria
nei polmoni,
e riemersi!
E ogni volta erano immagini nuove,
di un mondo non visto,
ma solo vissuto,
poi sentii un canto,
una sirena?
Mi alzai, e la vidi sulla spiaggia,
cantando mi invitava verso lei,
cominciai a camminare verso riva,
e mi accorgo che sono
completamente nudo,
lei avverte il mio imbarazzo,
e lentamente si toglie i vestiti…
Stende un telo sulla spiaggia,
e cantando dice il mio nome.
Le sono vicino,
mi avvolge in un abbraccio,
e ci troviamo stesi,
sembra un incanto,
” ma tu chi sei?”,
le chiedo,
” chiamami Serena!”

Dario Tessari

il "saltamarei" era un gioco che somiglia a una corsa ad ostacoli, dove molto spesso negli ostacoli ci si finiva dentro.


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