Natale
Natale era avanti negli anni, per quanto avanti con gli anni potesse essere una persona dell’epoca sua.
Natale viveva solo in una capanna, in un paese freddo del nord; la moglie l’aveva lasciato una notte che il gelido inverno stava finendo. L’aveva trovata già fredda, nel suo letto di malattia! Se ne era andata così giovane, che non avevano potuto avere la gioia di un bambino.
Ma Natale non si fece sopraffare da quell’evento, e visse la sua vita tranquillo, e il suo amore filiale lo dedicò tutto a costruire piccoli giochi intagliati nel legno, che vendeva alla fiera di fine dicembre; la fiera del sole nascente, dove ci si trovava a festeggiare il nuovo sole, quello che avrebbe portato la primavera!
Natale non era un grande affarista, anzi era troppo di buon cuore, e i giochi perlopiù li regalava, sapeva quanto i bambini ci tenessero,e quanti di loro non avessero la possibilità di acquistarli!
Ma qualcosa, per fortuna, riusciva a raggranellare, ed era quanto gli bastava per vivere.
Natale amava passare le sue notti attorno al fuoco, ascoltando le storie e le leggende che gli uomini di ritorno dalle loro scorribande portavano! Qualche volta avevano, come bottino di guerra, anche qualche scritto in pergamene fatte di pelle, per la maggior parte di loro intraducibili, ma per Natale erano una sfida, e una ricerca tra quei simboli, per riuscirne a ricavare qualcosa.
Tra le varie storie che raccontavano, quella che più lo colpì fu quella della nascita di un grande Re, un Re che avrebbe dominato tutti i popoli del mondo!
Da alcuni scritti ne ricavò che ci sarebbero stati degli avvenimenti che avrebbero indicato il momento. Sapeva che sarebbe successo in una terra del sud sconosciuta per lui, ma decise lo stesso a mettersi in viaggio; chissà forse l’ultimo viaggio per lui?
Il viaggio fu lungo e periglioso, ma l’abitudine alla solitudine e al vivere di poco, l’aiutò molto. Arrivato nel paese del sud, vide comparire il segno, una stella cometa, e per lui fu grande stupore; aveva forse scelto il momento giusto?
Nel paese c’era grande fermento, intere famiglie si spostavano, portando appresso animali e quanto era in loro possesso! Quella notte Natale decise di fermarsi in quella costruzione, un caravanserraglio, una specie di riparo, dove persone e animali potevano trovare posto per passare una notte al sicuro, ed entrato gli sembrava di essere alla fiera del paese; urla, pianti di bimbi e versi di animali, e poi ad un tratto, fu tutto silenzio; la stella cometa si era fermata lì sopra…
Nel silenzio si udì un pianto disperato, una donna che era in viaggio aveva dato alla luce il suo bambino! Natale si avvicinò verso quel frugoletto, la mamma, una donna molto giovane, lo teneva in braccio, mentre il padre, che sembrava più vecchio, se ne stava lì vicino ad ammirarlo. Dietro loro c’erano un bue e un asino, chissà forse la loro piccola ricchezza. Molte altre persone, pastori e viaggiatori, si erano radunati davanti a quell’insolito evento!
Natale prese uno dei doni che aveva portato per il grande Re, uno dei suoi giochi in legno, e si avvicinò a quel padre per donarglielo, ma quando fu vicino e vide quel bimbo così povero da non avere nemmeno un giaciglio dove nascere, eppure nella sua povertà, già così ricco di luce, cadde in ginocchio e si prostrò davanti a lui, e capì…
Scoppiò in pianto! Natale si ritrovò nella sua capanna, che non sapeva se aveva vissuto un sogno, la febbre alta dona strane allucinazioni! Natale quella notte se ne andò, ma pure lui ricevette un dono da quel grande Re; una notte, una sola notte, girava tutto il mondo e portava in dono ai bambini che non avevano nulla, uno dei suoi animali di legno, e una piccola candela, una speranza!
